3 Marzo 2016

Nato morto in ospedale Il pm assolve i medici

Nato morto in ospedale Il pm assolve i medici
la madre si oppone alla richiesta di archiviazione

LA SOFFERENZA fetale che ha portato al decesso del piccolo nel grembo della sua mamma non sarebbe riconducibile a imperizia dello staff sanitario dell’ ospedale San Giuseppe di Empoli. Un ‘verdetto’ emesso dall’ esame medico legale richiesto dal pm Giulio Monferini, i cui risultati hanno spinto lo stesso sostituto procuratore a chiedere l’ archiviazione del caso. Un dramma che vede coinvolta una donna, 39 anni, residente a Montelupo Fiorentino, incapace di rassegnarsi alla perdita di un figlio prossimo alla nascita e invece strappato al suo amore a fine gestazione. Alla trentanovesima settimana, quando tutto era pronto per accoglierlo. I fatti risalgono alla metà del mese di ottobre dello scorso anno, quando l’ allora 38enne si presentò all’ ospedale di viale Boccaccio: non avvertiva più i movimenti del suo piccolo, c’ era qualcosa che non andava. Ne ebbe conferma poco dopo. Quel tremendo venerdì mattina, quando le venne diagnosticata la morte del feto, all’ improvviso si ritrovò a fare i conti con un lutto inatteso. Un dolore inesauribile come la voglia di sapere se e che cosa era andato storto. Di comprendere i motivi per i quali mai avrebbe abbracciato il suo bambino, portato dentro di sé per nove mesia. La donna si rivolse al Codacons e all’ associazione «Divinità del malato». In seguito bussò alla caserma dei carabinieri di Montelupo no dove sporse denuncia, convinta che ci fossero responsabilità da accertare. Così il sostituto procuratore di turno fece scattare le indagini. L’ Asl 11 spiegò: «Da una prima ricostruzione, non sembrano emergere elementi tali da far pensare a una carenza di tipo assistenziale», parlando inoltre di «una gravidanza già a rischio per la quale erano stati effettuati specifici monitoraggi, secondo il protocollo». I CARABINIERI della Compagnia di Empoli, era il 26 ottobre, si recarono al San Giuseppe per eseguire il sequestro della cartella clinica della donna e del piccolo. Mentre il corpicino nato senza vita venne trasferito all’ istituto di medicina legale di Firenze per gli accertamenti post mortem. Esami che racconterebbero di un decesso legato a cause naturali, o comunque non dovuto a responsabilità mediche. Facendo crollare gli estremi a sostegno del procedimento aperto per un eventuale errore professionale per procurato aborto e, di contro, facendo scattare la richiesta di archiviazione. Un provvedimento al quale i legali della 39enne montelupina hanno presentato opposizione. Samanta Panelli.
samanta panelli
 
 

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