27 Novembre 2011

Natale, stangata sul panettone E le tredicesime sono più povere  

Natale, stangata sul panettone E le tredicesime sono più povere
 

ROMA PARE che quest’ anno siano più corti gli alberi di Natale, colpa anche delle ristrettezze da crisi. Di certo saranno più magre le tredicesime da mettere simbolicamente sotto l’ albero per le feste. Lo prevedono Adusbef e Federconsumatori che, in uno studio fanno un po’ di conti e battono anche su questo tasto dolente: per la prima volta da vent’ anni cala in Italia, nella misura del 2,2 per cento, il «monte» dell’ assegno in più staccato dal datore di lavoro nel mese di dicembre. Secondo le due associazioni, quella che verrà pagata fra tre settimane sarà una tredicesima da 35 miliardi di euro, complessivamente inferiore di 800 milioni di euro rispetto al 2010. La «torta» deludente è così ripartita fra i destinatari: 10,20 miliardi ai pensionati (-1,92%); 9,20 miliardi ai lavoratori pubblici (-1,07%); 15,6 miliardi (-3,10%) ai dipendenti privati (agricoltura, industria e terziario). Una tredicesima da passaggio storico, quindi. Più povera anche in valore assoluto, oltre che falcidiata per far fronte agli aumenti infiniti a carico del bilancio familiare. Dal caro-bollette ai pedaggi autostradali, bolli, benzina e tariffe aeroportuali, guardando a quanti prevedono di spostarsi per le festività di fine anno. E, pensando a tutti, le consuete scadenze fiscali, che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati a rispettare. Il risultato impietoso è quello di ridurre ai minimi termini, dell’ 80% circa, l’ attesa gratifica natalizia. Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre, su 35 miliardi di euro cui ammontano le tredicesime di quest’ anno soltanto il 20,28%, pari a poco più di 7 miliardi (un quinto del totale), resterà davvero nelle tasche di lavoratori e pensionati. Il 46,5% (pari a 20,3 miliardi di euro) verrà infatti speso per pagare, oltre a tasse e tributi locali, rate di mutui e quote assicurative. Naturale conseguenza: Adusbef e Federconsumatori prevedono un Natale «gelato» sul fronte dei consumi, destinati a calare di quasi il 7% perché almeno 3 famiglie su 4 taglieranno le spese per l’ incerta situazione economica. Ma non solo. A parità di consumi, infatti, rispetto all’ anno scorso ogni italiano spenderà per il Natale il 10 per cento in più, pari a circa 220 euro. Secondo il Codacons, infatti, i rincari dei prezzi spazieranno dagli addobbi natalizi, ai dolci classici delle feste (vedi alla voce pandoro, panettone e torrone), fino a giocattoli e regali. Da qui l’ invito al governo delle associazione dei consumatori: evitare l’ ulteriore inasprimento dell’ Iva e la «tassa sui poveri» che colpisce indistintamente tutti i consumatori, ma grava in particolare sulle più basse fasce di reddito. b. rug.

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