Natale spazza via la paura di spendere
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fonte:
- Il Tempo
per la prima volta dopo 8
anni i consumi sono tornati a crescere: +3% secondo coldiretti a
trainare gli acquisti sono stati cibo e vino
• Forse sarà l’ effetto delle «promesse» di Matteo Renzi. O forse, più semplicemente, il fatto che gli italiani si sono stancati di dover sempre stringere la cinghia. Fatto sta che perla prima volta dopo 8 anni i consumi legati alle festività natalizie sono tornati a registrare il segno positivo, con una crescita complessiva del +3% rispetto allo scorso anno e ungi ro d’ affari che ha raggiunto quota 10,1 miliardi di euro. Sono le cifre fornite da Coldiretti, che ha diffuso i dati sulle spese delle famiglie legate al Natale. A trainare i consumi – ha spiegato l’ associazione – sono stati i regali, il settore della casa, i giocattoli, l’ hi-tech e, soprattutto, gli alimentari: per questi ultimi la spesa ha raggiunto quota 2,2 miliardi di euro, con una crescita del +5% sul 2014. A prevalere e stato il made in Italy, con i cibi esotici e fuori stagione praticamente scomparsi. Largo invece al più classico bollito, ma anche ai polli arrosto, cappelletti in brodo, pizze rustiche e dolci fatti in casa, con il record di una media di 3,1 ore trascorse in cucina per la preparazione dei piatti. Appena il 9 per cento degli italiani e invece andato al ristorante, mentre il 3 per cento ha preferito festeggiare in un agriturismo. La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata conclude la Coldiretti – in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 400 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 350 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 300 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 200 per pasta e pane e 100 milioni di euro per formaggi e uova. Bene anche il settore dei re gali: sotto l’ albero sono stati scartati 5,6 miliardi di doni tra grandi e piccini. Sul podio dei regali più gettonati salgono libri, tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza e l’ enogastronomia. In una famiglia su tre (33%) sotto l’ albero han no trovato spazio i tradizionali cesti con i prodotti enogastronomici tipici, già confezionati o fai date, per i pranzi e cenoni delle feste insieme a parenti e amici. Nella scelta dei regali per i bambini gli italiani hanno privilegiato il contenuto educativo (48 per cento) ma e stata presa in considerazione anche l’ utilità pratica: i piccoli infatti hanno ricevuto articoli per l’ infanzia (30%), libri (18%) e abbigliamento (17%), mentre i teenager libri (24%), videogame (15%) e abbigliamento (11%) secondo Deloitte. La nota stonata e rappresentata invece dal settore viaggi, a causa di un sensibile calo delle prenotazioni di vacanze obre vi soggiorni all’ estero da parte degli italiani, determinato dalla paura di attentati dopo i gravi fatti di Parigi. «Tuttavia – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – la differenza di spesa rispetto al periodo pre -crisi e ancora molto elevata: nel 2007 “l’ effetto Natale”, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, e stato pari a 18 miliardi di euro».
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