Natale sottotono, solo a tavola si esagera
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fonte:
- La Stampa
Natale sottotono, solo a tavola si esagera
In calo abbigliamento e viaggi, tengono giocattoli, telefonini e televisori. “Prezzi troppo alti“
ROMA Primo piatto: canederli del Trentino. Per secondo, il cappone piemontese e la polenta friulana. E per finire il pandolce ligure e la pizza de Natà marchigiana. Il Natale 2005, per le associazioni dei consumatori, non è mai stato così “magro“ di regali. Pacchetti sotto l`albero vuoti, con un calo delle vendite del 15% rispetto al 2004. E tuttavia la crisi non si è fatta sentire nei cenoni: gli italiani, infatti, hanno fatto le “nozze con i fichi secchi“, puntando tutto sulla tradizione. Sul fronte degli acquisti, infatti, si salvano i generi alimentari made in Italy, come il vino, i formaggi, i salumi e la frutta secca. Crollano invece i consumi per i beni considerati di lusso, e perciò “superflui“: caviale (-1%), salmone (-11,7%) e ristoranti e poi pacchetti vacanze, abbigliamento, profumi. Reggono bene solo i giocattoli, i prodotti tecnologici come telefonini e televisori, insieme con il Parmigiano reggiano, il Grana padano, i liquori e le tante varietà di olio dop. Per tutti gli altri prodotti, l`associazione dei consumatori Intesa – che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – denuncia un calo delle vendite sensibile, più a Sud che a Nord. Calano del 10% i consumi a Torino, dell`8% a Milano e del 12% a Bologna e Firenze. I consumi crollano del 20% a Catania e del 18% a Palermo e Catanzaro. Roma sta proprio in mezzo: il segno meno si è fermato a -10%. A spiegare la crisi è Rosario Trefiletti, il presidente di Federconsumatori: “Le famiglie vivono in una situazione di grave difficoltà economica. Un terzo dello stipendio è andato bruciato in quattro anni“. La colpa – aggiunge – è dell`aumento degli affitti e l`inflazione più alta di quanto rivelino i dati ufficiali: “Lo stipendio non cambia e le merci costano di più“. Chi ci salva è il cenone, spiega la Coldiretti. Se si è costretti a risparmiare sui regali, sul pranzo di Natale, oppure sulla cena della vigilia, non si fanno sconti. “Il 95% degli italiani ha deciso di passare la festività in famiglia – dicono le rilevazioni della Coldiretti -. La spesa per i generi alimentari è così cresciuta del 3,7%, raggiungendo i 2,6 miliardi in più rispetto al 2004. A beneficiarne sono stati soprattutto i prodotti a marchio registrato del made in Italy“. Si tratta delle 153 sigle protette dalle normative europee e per queste il Natale 2005 sarà ricordato – a differenza di altri prodotti – come un momento boom. “C`è stata effettivamente una chiara ottimizzazione della spesa – ammette la Coldiretti -: perlopiù si è favorito l`acquisto dei generi alimentari. I prodotti più gettonati, in queste feste, sono state le specialità locali: i formaggi, i prosciutti dell`Emilia, le soppressate calabresi, gli olii e le confezioni tradizionali di legumi e di fagioli di Lamon, Sarconi e Sorana. Sono andati bene anche i dolci e non ha conosciuto incertezze la vendita dei vini “autoctoni““. Questo Natale – secondo le indagini firmate dalla Coldiretti – ha premiato i menù tradizionali, più che in passato: “Dai cappelletti in brodo della Romagna al cappone piemotese, dai canederli trentini alla minestra di cardi, alla Brovada e al muset. Con meno soldi dell`anno scorso in tanti hanno riscoperto il fascino della tradizione“..
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