19 Ottobre 2021

Natale, raffica di aumenti sotto l’albero. Ci costerà più caro anche il panettone

Firenze, 10 ottobre 2021 – Il Natale 2021 rischia di essere il più ’salato’ degli ultimi anni sul fronte di prezzi e tariffe e potrebbe costare agli italiani, a parità di consumi rispetto al periodo pre-pandemia (2019), quasi 1,4 miliardi di euro in più e circa 768 euro l’anno in più a famiglia. A lanciare l’allarme è il Codacons che ha realizzato uno studio per verificare come le tensioni nel settore dell’energia, dei carburanti e delle materie prime potrebbero ripercuotersi sulle spese delle famiglie. Pane, pasta e non solo. L’aumento dei prezzi delle materie prime, dell’energia e dei carburanti, sta già avendo i primi effetti per i consumatori.
La stessa Cna Firenze lancia l’allarme: “Elettricità, metano e gas sono aumentati – spiega Andrea Panchetti, presidente dolciari e panificatori di Cna Firenze – ma anche le materie di trasformazione: dalla farina di grano tenero e duro che, nel giro di 4 mesi, è aumentata del 30% al burro del 40%. Le ripercussioni saranno inevitabili se nessuno interviene: i prezzi al consumo al momento sono stabili, ma i panificatori non negano che, fermo restando così le cose, dovranno essere ritoccati di un 5-10%”. Infatti, per quanto riguarda il settore alimentare, nelle ultime settimane produttori e distributori hanno lanciato l’sos circa i rincari dei prezzi delle materie prime (farine, oli, burro, ecc.) che potrebbero determinare incrementi dei listini al dettaglio per una moltitudine di prodotti trasformati (solo i produttori di panettoni nei giorni scorsi hanno parlato di un rincaro dei loro prodotti del +20%). A tali allarmi si aggiunge l’emergenza energia, con le tariffe di luce e gas che a partire da ottobre hanno subito un incremento rispettivamente del +29,8% e del +14,4% determinando maggiori costi a carico di industrie e imprese.
Per finire, il caro-benzina, con la verde che costa oggi il 23,4% in più rispetto allo scorso anno e il gasolio il 24,3% in più: aumenti dei carburanti che non solo incidono sugli spostamenti degli italiani e sull’intero comparto dei trasporti ma determinano ritocchi al rialzo dei listini al dettaglio dei prodotti trasportati (in Italia l’85% della merce viaggia su gomma). Cna Firenze, calcolatrice e dati alla mano, fa una stima di quanto potrebbero rincarare alcuni degli alimenti più diffusi sulle tavole dei fiorentini: mezzo chilo di pane toscano, per esempio, potrebbe passare da 1.60 a 1.70, il trancio di pizza da 1.40 a 1.50 mentre la crostata alla marmellata da 18 a 19 euro al chilo. Lo stesso potrebbe valere per un chilo di cantucci: da 18 a 19 euro. “Si tratta di produzioni artigianali – sottolinea Panchetti – e non di prodotti industriali. Per quanto riguarda altri prodotti come la pasta, oltre all’aumento delle materie prime e delle spese legate alle utenze, c’è anche quello dei materiali di confezionamento come cartone e polistirolo che registra circa un +10%. Occorre immediatamente calmierare i prezzi e capire se tali aumenti derivino da una carenza delle materie o invece, meramente, da speculazione”.

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