22 Novembre 2007

Natale povero per le famiglie sarde

Gasolio, in 5 anni 21 euro in più a pieno Tredicesime in fumo

Tredicesime in fumo. Gasolio, in 5 anni 21 euro in più a pieno Gli stipendi non crescono, le tariffe e i prezzi sì. E a Natale i sardi dovranno stringere la cinghia, denuncia il Codacons. Un anno di rincari: il 2007 si avvia a chiudersi tra tredicesime leggere e un Natale che si annuncia all`insegna del risparmio. I sardi dovranno tirare la cinghia anche sul pranzo del Natale: con gli aumenti registrati negli ultimi mesi, una famiglia media arriverà a spendere 175 euro in più. A sostenerlo è il Codacons: aumentano i prezzi di panettone e salmone, cresce il costo del cotechino e dello spumante. Per evitare i rincari ci si deve accontentare delle lenticchie. ALIMENTARI E TARIFFE Non sono soltanto gli alimentari, tuttavia, a far prevedere tempi bui. Le tariffe, con il petrolio a ridosso dei 100 dollari al barile, continuano a registrare incrementi consistenti, soprattutto in una regione come la Sardegna, l`unica in Italia, non servita dal metano. Il gpl e il gasolio da riscaldamento aumentano a dismisura: una bombola da 25 chili di gas arriva a costare 58,5 euro, contro i 52-54 della scorsa primavera. E le tredicesime non faranno sorridere i sardi. A fine anno, sostiene l`Adusbef, le consuete scadenze fiscali (bolli, Ici), i premi dovuti per le assicurazioni e i canoni per mutui e prestiti ridurranno la tredicesima di metà mese dell`88%. Non c`è spazio per i regali. BENZINA E GASOLIO Tanto più che in cinque anni il prezzo del gasolio è aumentato del 50% e oggi ci vogliono 21,5 euro in più per un pieno diesel e 16,35 euro in più per la benzina. Con l`attuale livello di prezzi, secondo il Codacons, in un anno un automobilista si troverebbe a spendere 750 euro in più per la benzina e 1000 per il gasolio rispetto al 2002, quando la verde costava 1,052 euro al litro contro 1,379 euro di oggi, il diesel 0,867 contro 1,297. CONSUMI Le famiglie dunque riducono i consumi. A settembre, secondo l`Istat, le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,6% rispetto allo stesso mese dell`anno scorso e dello 0,2% rispetto ad agosto: il dato peggiore registrato da marzo 2006 a oggi. Gli alimentari hanno registrato una flessione dello 0,3% e in Sardegna, secondo l`Istat, la variazione delle vendite nei primi nove mesi dell`anno, rispetto allo stesso periodo del 2006, è stata nulla. L`ANALISI L`inflazione percepita, dunque, è di gran lunga superiore rispetto a quella registrata dall`Istat. Forse è un problema di paniere oppure di rilevazione. Certo è che lo stipendio non basta più per arrivare a fine mese. "Le retribuzioni non crescono? Non c`è un meccanismo automatico come la scala mobile, che garantiva l`aumento dei salari, e molti rinnovi contrattuali attendono una definizione", spiega Vittorio Dettori docente della facoltà di Economia dell`Università di Cagliari. L`Italia subisce le conseguenze di una sorta di patto sociale non scritto che, "con l`obiettivo di rilanciare l`economia ha bloccato i salari", aggiunge ancora Dettori, che indica poi, tra le possibili soluzioni per aumentare gli stipendi, anche quella di ridurre la fiscalità, "che non si è tradotta in un reale miglioramento dei redditi più bassi". E se si prende atto che esiste uno scarto tra l`inflazione percepita e quella rilevata, Giuseppe Scura, direttore provinciale di Confcommercio e componente della commissione comunale sui prezzi, suggerisce di modificare il paniere Istat. "A volte le voci sono troppo generiche, rispetto alla realtà". Una realtà che si ferma alla quarta settimana.

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