21 Dicembre 2006

Natale, la rincorsa dei prezzi dai gioielli (29%) al pesce (4,5%)

Roma. Nella vetrina di Natale, oltre a panettoni, torroni e regali, non manca l`abituale caro-prezzi. Nonostante la frenata dell`inflazione, infatti, per molti prodotti e servizi particolarmente gettonati sotto le feste, da regali classici come l`oreficeria (che spicca con un esponenziale +29% rispetto allo scorso anno) e gli orologi, a generi alimentari tipici di questi giorni come crostacei e cioccolato, fino a voci turistiche come pacchetti vacanza, parchi divertimenti e alloggi, i rincari superano in moltissimi casi abbondantemente il tasso medio di inflazione, fermo all`1,8%. I dati sono quelli pubblicati sul sito dell`Istat e sono relativi all`indice dei prezzi al consumo di novembre. Rincari che rendono il Natale 2006 in molti casi parecchio più caro di quello dell`anno scorso. Il portafoglio si è alleggerito in primo luogo nell`acquisto di alcuni dei regali più tradizionali, come i gioielli: complice il forte aumento dell`oro negli ultimi mesi, la voce oreficeria segna un rincaro del 29,6%. Molto più contenuto, ma comunque superiore all`inflazione, è l`aumento degli orologi (+2,2%). Rincari si registrano anche per il classico mazzo di fiori e per la pianta natalizia (+1,9%). Aumenti modesti, invece, per altre strenne natalizie: giochi e giocattoli (+0,9%), libri (+1,2%) e prodotti di bellezza, profumi compresi (+1,6%). Non sfuggono ai rincari molte voci tipiche del cenone o del pranzo del 25: per la vigilia si pagherà di più per pesce (+4,5%), molluschi e crostacei (+4,5%), e durante tutte le feste tasche più vuote soprattutto per cioccolato (+3,7%), frutta secca (+2,4%) e carni varie (+4,2%), pollame in testa (+7,2%). Non meglio vanno le cose per chi ha deciso di mangiare fuori: ristoranti e pizzerie segnano un aumento del 2,9%. È tutta l`industria del turismo, tuttavia, a presentare rialzi superiori all`inflazione: a cominciare dai trasporti (+10,5% i biglietti navali, +2,4% i pedaggi autostradali), passando dagli alberghi (+2,2%, ma peggio va per chi sceglie altri alloggi, in aumento del 2,6%), per finire con i pacchetti vacanza tutto compreso (+3,6%), i parchi divertimento (+4,3%) e gli impianti di risalita (+2,7%). “Dell`aumento dei prezzi dei gioielli non ci preoccupiamo, in quanto per chi se li può permettere i rincari sono indifferenti, ma quel che rappresenta una vergogna tutta italiana è che ad aumentare sono anche i prezzi di quei prodotti indispensabili per la cena di Natale e per passare qualche giorno di vacanza e di svago sotto le feste“: così Carlo Rienzi, presidente Codacons. “È grave e vergognoso che tutte le categorie commerciali scuoino a turno i poveri consumatori in corrispondenza dell`aumento della domanda“.

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