Natale, la débâcle dei consumi
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fonte:
- la Repubblica
E di conseguenza, quella che viviamo oggi è una situazione a suo modo stabile, nella propria drammatica specificità. Quindi parlare di calo di consumi diventa una triste bugia. I consumi sono e continueranno ad essere per parecchio tempo quelli che sono. Limitati all´essenziale. Nella città della Lanterna, Natale è passato lasciando poche tracce nel conto economico del commercio. E poteva essere altrimenti? Il Ponente cittadino, che ha in cassa integrazione guadagni quasi il 30% della forza lavoro, come può pensare al rinnovo del guardaroba, quando il carrello della spesa si riempie a metà? A confermare la flessione è anche il Codacons. Secondo l´associazione dei consumatori, la spesa familiare media per le feste è stato di 48 euro in meno rispetto al passato. Media che a Genova appare persino troppo modesta. Pochi i regali sotto l´albero. Ci si è limitati a sedersi a tavola per consumare il pranzo in famiglia. Anche in Liguria la maggior parte delle tavole è stata imbandita con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa limitata. Se la Coldiretti iscrive in 850 milioni di euro la spesa italiana per pesce e carni compresi i salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino e altre bevande, 400 milioni di euro per dolci, 270 milioni di euro per ortaggi e frutta e 190 milioni di euro per formaggi e uova, la Liguria si preoccupa. Perché se queste cifre rappresentano, nella loro maestosità, un calo nazionale del 3% (fino al 18% per alcuni prodotti "di lusso") sullo scorso anno, nel nostro territorio le prime statistiche parlano di un calo nell´alimentare superiore al 7%. Al punto da fare di questo Natale, dal punto di vista della spesa, il peggiore dell´ultimo decennio. Ora attendiamo il prossimo termometro. Quello dei saldi. Le previsioni non sono buone. Si teme il flop. Il primo problema è l´occupazione. Senza reddito non si spende. Ciò che le famiglie che hanno perso lo stipendio consumano, oggi – per chi ce li ha – sono i risparmi. E li usano per la mera sopravvivenza L´indice di disoccupazione non iscrive nelle proprie percentuali la cassa integrazione. Quel limbo economico che fa sentire vivi, anche nella speranza, lavoratori che non possono lavorare. Ma che non possono spendere. Un avvitamento che, inevitabilmente, finirà per creare ulteriori problemi in termini di mantenimento di posti di lavoro anche nel commercio.
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