27 Dicembre 2017

Natale da dimenticare per i commercianti:vendite in calo del 20% Bene libri e alimentari

Un Natale da dimenticare per i negozianti romani. Lamentano mediamente un calo delle vendite intorno al 20 per cento, accusano il Black friday del 24 novembre (in realtà un lungo week end di sconti) di avere compromesso gli acquisti di dicembre. Così i commercianti tracciano il quadro dello shopping sottotono, dove si sono scartati sotto l’ albero soprattutto cibo e libri, e dove si sono spesi mediamente 100 euro pro-capite per i regali. «Non me la sento mai di drammatizzare – spiega il presidente di Federmoda Confcommercio, Massimiliano De Toma – ma se questo Natale doveva dare un segnale, il segnale non si è visto. I regali sono stati pensierini: complessivamente il food ha avuto un suo trend positivo, l’ abbigliamento ha tenuto, ma con flessioni importanti su quello di qualità. Non sono andate male le calzature, c’ è stato un ritorno alle vendite di oggetti per la casa». Secondo Massimiliano De Toma sul banco degli imputati oltre al Black friday , quando è stato però registrato un aumento nelle vendite del 25 per cento, anche «gli acquisti on line, che hanno tolto qualcosa ai negozi, intorno al 3-4 per cento». Ma il grande colpevole è «la concorrenza sleale – sottolinea -. Gli errori che uccidono il commercio sono a monte: l’ abusivismo, il proliferare di banchi e bancarelle. O è un mercato fatto di regole, oppure un mercato dove ognuno fa come vuole». Sulla stessa linea il presidente della Confesercenti, Valter Giammaria: «C’ è stato un calo, non c’ è dubbio – sostiene -. Mediamente del 20 per cento in centro e leggermente meno in periferia, intorno al 10-15. Ma questa è la media: nei negozi d’ abbigliamento o di intimo si è anche arrivati al 30 per cento». Secondo la Confesercenti sono andati bene i libri, hanno tenuto gli alimentari, la profumeria è scesa del 2 per cento, mentre la tecnologia è stata venduta soprattutto on line . E anche Valter Giammaria punta il dito contro il Black friday , in realtà un «black week end» e contro la «mancanza di un appeal della città. Bisogna fare una politica natalizia come fanno tutte le grandi capitali europee – aggiunge – anche le strade hanno avuto scarse luminarie e di scarsa qualità, altro segnale di crisi. Bisogna invece invertire la rotta con una politica di rilancio e creare nuovi “appeal” per Roma in modo che torni il turismo di qualità». Secondo la Cna Commercio «quest’ anno con il guadagno di Natale i negozi non riusciranno a pagare il carico fiscale e l’ Iva», spiega la presidente, Giovanna Marchese Bellaroto. «Normalmente – osserva – il Natale rappresenta un momento di vendita importante e per ripianare i mancati incassi di mesi più fiacchi. Invece quest’ anno non riesce a farci affrontare, parlando delle aziende sane, gli obblighi ai quali andiamo incontro. Va trovato il sistema per rimettere in circolo il denaro». Chi ha fatto i conti sono stati anche la Coldiretti e il Codacons. Per la Coldiretti, con la riscoperta dell’ enogastronomia «si è concluso un rito che ha visto il 42 per cento delle famiglie stanziare un budget sotto i 100 euro e il 40 per cento tra i 100 e i 300 euro. Prodotti alimentari e giocattoli salgono sul podio dei più gettonati con i libri». Secondo il Codacons per gli acquisti on line è stato un vero e proprio boom: 1 regalo su 3 è stato scelto sul web, mentre si è ridotta del 3 per cento la spesa per l’ albero di Natale. In crescita i viaggi, con un incremento del 7 rispetto al 2016. Nei centri commerciali, invece, tutto è andato secondo le aspettative: in particolare nella settimana tra il 16 e 17 dicembre c’ è stato il maggiore afflusso e si sono effettuati acquisti in gran numero. A Porta di Roma, ad esempio, il picco delle presenze ha toccato quasi centomila persone in un giorno. Ma anche qui, soprattutto pensierini: gli acquisti più costosi sono stati rimandati ai saldi che iniziano fra pochi giorni, il 5 gennaio.
lilli garrone

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