27 Dicembre 2012

Natale di crisi, ma è già tempo di saldi

Natale di crisi, ma è già tempo di saldi

Sarà ricordato come il peggiore Natale degli ultimi dieci anni per quanto riguarda i consumi. Così dicono i dati appena presentati dal Codacons: l’ associazione di consumatori ha monitorato infatti gli acquisti degli italiani fino alle ultime ore di apertura dei negozi alla vigilia del 25, confermando che non c’ è stata neppure quella impennata delle vendite grazie agli acquisti dell’ ultim’ ora che negli anni scorsi aveva almeno un po’ salvato la situazione. NATALE DI CRISI. «La crisi ha influenzato fortemente le abitudini dei consumatori», conferma Davide Cecchinato, segretario di Adiconsum Verona. «Per molte famiglie la tredicesima è servita per pagare l’ Imu o le rate del mutuo, oltre che per altre spese ordinarie. In simili condizioni tutte le spese accessorie vengono eliminate o ridotte quanto più possibile. Va pure osservato però che c’ è anche un’ altra fetta di consumatori che, pur non trovandosi in una situazione così difficile, è comunque preda di un atteggiamento di timore generale che porta a grande cautela nelle spese. Piuttosto che abbandonarsi a spendere per il superfluo, molte famiglie preferiscono risparmiare di più in vista di un futuro che non dà garanzie». Secondo il Codacons, le famiglie hanno tagliato, oltre che sui regali, con cali fino al 20 per cento sul settore dell’ abbigliamento e dell’ arredamento e oggettistica, anche sulle spese per la casa, magari riciclando gli addobbi degli scorsi anni. Molto male anche i comparti viaggi e ristorazione, con un calo del 15 per cento. «Un Natale davvero di crisi, mai negli anni precedenti avevamo registrato un simile congelamento dei consumi», fa eco Graziella Basevi, rappresentante di Federmoda. «L’ impressione è che alla crisi reale, che limita le possibilità concrete di acquisto da parte delle famiglie, si aggiunga un atteggiamento fortemente negativo a livello psicologico: è mancato completamente l’ entusiasmo, il clima di festa natalizia che in genere almeno negli ultimissimi giorni prima del 25 dicembre si fa sentire e porta agli acquisti». L’ INCOGNITA SALDI. E così, superata la batosta natalizia, adesso i commercianti guardano con un misto di aspettativa e timore al prossimo test relativo ai consumi: i saldi, che partiranno sabato 5 gennaio. Per lo meno sulla carta: di fatto gli sconti ci sono già nella maggior parte dei negozi. «È sicuramente un altro sintomo di quanto il mercato sia in difficoltà», spiega ancora la Basevi. «Il fatto che già prima di Natale, in quello che dovrebbe essere per eccellenza il momento delle vendite, molti negozi abbiamo cominciato a fare sconti la dice lunga sulla situazione. Ma questa politica dei ribassi in tutte le stagioni è ormai diffusa ed è un sistema che il commercio ha importato dalla grande distribuzione: la nostra idea è che non possa che portare ad un mercato malato, sempre meno capace di infondere fiducia nel consumatore, che legittimamente finisce per interrogarsi su come vengano calcolati i prezzi e quale sia il reale valore della merce, se gli sconti sono così “normali”. Comunque l’ attesa di queste liquidazioni invernali ci vede piuttosto preoccupati: non è detto che il fatto che si sia venduto poco prima di Natale porti ad un boom nelle svendite. In ogni caso sarà un test importante». SCONTI ANTICIPATI. Il sistema più diffuso è ormai quello degli sms, o delle mail. È così che la maggior parte dei negozi sta contattando i propri clienti per annunciare che da oggi partono gli sconti. Un sistema che non viola la normativa, ma si limita ad aggirarla: ciascun commerciante può fare gli sconti che crede, basta che non annunci ufficialmente i saldi. Insomma, già da oggi, e non solo dal 5 gennaio, il commercio tenta la ripresa.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this