22 Dicembre 2009

NATALE: CRISI COVA SOTTO CENERE,MA CENONE NO AUSTERITA’/ANSA

 
 
CARELLO SPESA SOTTO I 30 EURO,NASCE GRANDE CUCINA CHEF TAKE AWAY

 
   (ANSA) – ROMA, 22 DIC – Per un giorno almeno, quello della
festa di Natale, gli italiani a tavola senza brutti pensieri di
crisi e austerità. Pochi eccessi, è vero. Ma vince la voglia
di convivialità e buona tradizione gastronomica, dopo mesi di
ridotta capacità della spesa alimentare che ha costretto nel
2009, sottolinea Fedagri-Confcooperative sulla base
dell’indagine Nomisma-Demetra sui responsabili familiari degli
acquisti di cibo, a cambiare il paniere della spesa (22%)
sostituendo l’acquisto di prodotti abitualmente comprati con
altri di prezzo inferiore. Mentre il 17% ha fatto una scelta
più drastica, riducendo le quantità acquistate. Ma per Natale
gli italiani provano a non stringere la cinghia. Anzi.
  Le famiglie, stimano Confesercenti-Swg, spenderanno in totale
2,8 miliardi di euro per la cena della vigilia di Natale. Un
rituale da consumarsi in casa per il 91% degli italiani, con una
spesa media di 119 euro, in aumento del 14% rispetto al 2008, ma
soprattutto un ritorno a livelli che non si vedevano dal 2003
(118 euro). Un budget però giudicato "eccessivo"
dall’associazione dei consumatori Codacons che prevede un tetto
di 200 euro, immutato rispetto al 2008, per cenoni e regali.
  Eppure Confartigianato stima consumi in aumento del 2% e i
consumi di dolci tipici valgono 70 milioni di euro. Per i
panettoni e pandoro artigiani, Confartigianato prevede che
potranno essere raggiunti i risultati del 2008 quando ne furono
venduti 120mila quintali per un valore di 240 milioni di euro. E
nel mondo del vino, e spumantistico in particolare, si parla di
riscossa delle vendite trainate dalla domanda estera e dal
risveglio della ristorazione. Con Massimiliano Alajmo che alle
Calandre propone un menu classico – "rassicurante" come dice
lo chef pluristellato, tra lasagnetta, astice e battuta al
coltello – che registra il ‘tutto pieno’ con prenotazioni, per
la prima volta, giunte già a novembre. Il consumatore quando va
al ristorante, conferma il direttore generale di
Fipe-Confcommercio Edi Sommariva, "fa un investimento e vuole
un valore che lo identifica con i menu nostrani. Non va a
cercare sbalordimenti ma piatti della tradizione che in casa non
si ha più tempo di preparare". Tuttavia le previsioni della
Federazione dei pubblici esercizi sono prudenti: "saremmo
contenti – dice Sommariva – se andrà come l’anno scorso, quando
le prenotazioni al ristorante segnarono una flessione rispetto
al 2007, ma con afflussi tali da mantenere la spesa complessiva
intorno ai 215 milioni di euro".
  Tra cenone a casa o nei locali, da questo Natale nasce una
terza opzione: il menu-gourmet da portare a domicilio. "Sta
andando bene – racconta Alajmo – la nostra novità dell’alta
gastronomia take away. Due porzioni di brodo di carne al timo
con agnolotti di carne a 18 euro e due porzioni di raviolini al
raschera (12 euro), fatti per far venire voglia di restare in
casa, ridanno alle famiglie serenità. E con una convivialità
libera da oneri ai fornelli la clientela per un giorno dimentica
stress da cenoni e ansia per il portafogli".
  Per il Natale tra le mura domestiche, da stime della
Federazione di settore della Confesercenti (Fiesa), il mercato
dei prodotti alimentari natalizi ammonta a circa un miliardo di
euro. Si spenderanno 270 milioni di euro per 52 milioni di
bottiglie di spumante. Per i vini la spesa prevista dalla Fiesa
si aggira sui 95 milioni di euro. Oltre ai 900 milioni per la
carne e 730 milioni di euro per ortaggi e frutta fresca, 330 per
il pesce, consumo tornato in crescita (+1) secondo Lega Pesca.
   Scontrino alla mano, non supera i 30 euro il carrello del
Natale per una famiglia con quattro componenti e cena
intra-moenia. In particolare, precisa Coop Lombardia, per un
pranzo di Natale a base mare, per 4 persone, composto da
antipasto (polpo con patate), primo piatto (spaghetti con
cozze), secondo piatto (branzino al sale) e insalatina novella,
panettone, ananas, vino e spumante, compreso il cotechino e le
lenticchie si spendono 26,88 euro. E anche chi opta per la carne
spende 25 euro per un pranzo di natale per 4 persone composto da
salumi rustici e giardiniera, tagliatelle alla bolognese,
cappone con patate al forno, panettone, ananas, vino e spumante,
nonché cotechino e lenticchie. In entrambi i casi, conclude
Coop Lombardia, variazioni di prezzo +5% sul 2008.(ANSA).
 
 
 

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