21 Dicembre 2012

Natale, cenone e pranzo 25 euro contro la crisi

Natale, cenone e pranzo 25 euro contro la crisi

 

LECCE – Dai 115 euro per la cena della vigilia ai 100 euro per il pranzo di Natale, per quattro persone: ecco quanto spenderanno in media i leccesi per i luculliani pasti delle feste. Sempre che approfittino delle offerte che in questi giorni vanno avanti nei grandi supermercati, che fanno a gara per accaparrarsi clienti con promozioni anticrisi su tutti i prodotti immancabili della tavola imbandita di Natale. Le ostriche, per esempio, sono già in offerta, in alcuni casi a 8 euro al chilo, così come il polipo decongelato in vendita a circa 9 euro: un perfetto antipasto della vigilia a prezzo scontato. Passando al primo, non manca nulla che non sia già in offerta tra i banconi dei supermercati per un bel piatto di pasta ai frutti di mare: gli scampi sono in vendita a circa 15 euro al chilo, le vongole veraci a 10 euro, e con circa 3 euro ci si porta a casa un bel chilo di cozze. Passando al secondo, il baccalà, per esempio, resta stabile anche nei mercatini rionali a un prezzo che si aggira tra i 13 e i 15 euro. Spigole e orate fresche sono in vendita invece intorno ai 10 euro al chilo, per scendere ai 6 euro circa (ma di allevamento o straniere) nei supermercati. Chi, invece, come secondo, per la vigilia preferirà il salmone, dovrà spendere intorno agli 8 euro al chilo. Non solo la vigilia: in offerta ci sono anche tutti gli ingredienti per un perfetto pranzo di Natale della tradizione. Dai salumi e i formaggi per l’ antipasto per poi passare ai primi: chi vorrà rinunciare alla pasta fresca fatta in casa potrà accontentarsi di quella industriale (il cui prezzo si aggira intorno ai 7 euro al chilo) e condirla con un gustoso ragù di carne spendendo circa 10 euro per un chilo di macinato di bovino. Quanto al secondo, per il pranzo di Natale fanno bella mostra di sé gli immancabili della tavola delle feste: agnelli in vendita promozionale dai 7 agli 11 euro al chilo (contro i 13 circa delle macellerie) e arrosti di bovino a 10 euro al chilo. Happy ending i panettoni: dai 2,50 ai 7 euro di media per quelli farciti, seguiti da torroni che vanno dai 3 ai 12 euro in formato extralarge accompagnati da spumante italiano che va dai 3 ai 20 euro. Il rincaro, quest’ anno, sui prodotti natalizi c’ è: i listini del comparto alimentare sono infatti schizzati verso l’ alto con picchi a due cifre in particolare per i prodotti ittici e, quindi, si spenderà circa il 5% in più dello scorso anno per il solo cenone. Lo ha reso noto il Codacons. «La tendenza delle famiglie italiane è quella di non far mancare nulla in tavola, tagliando magari su altre voci di spesa», ha però tenuto a sottolineare il Presidente Carlo Rienzi. I commenti dei cittadini gli danno più che ragione. «Si rinuncia a tutto, ma al pranzo di Natale no: dall’ antipasto al dolce, non devono mancare i prodotti della tradizione. Non a caso gli ipermercati sono pieni e la gente da tempo ordina prodotti tipici anche nelle piccole botteghe», ha commentato infatti Massimiliano Caccetta del Chioschetto in via Trinchese. «A casa mia siamo in tutto 24. Non è un momento facile perché per molti di noi il posto di lavoro è a rischio, ma per le feste, un po’ ciascuno, la tavola si riempie sempre. Sono momenti di gioia che non cambierei nemmeno con un pranzo nel miglior ristorante della città», ha proseguito Walter Vitti. «Faccio le acrobazie per fare la spesa, preparo il pane e la pasta in casa, ma Natale è Natale: crisi o no – ha concluso la signora Assunta, ambulante da generazioni con il marito Romeo – in tavola ci deve essere tutto».

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