Natale 2014: le spese degli italiani (quasi) dimezzate
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fonte:
- Professionefinanza.com
Codacons e
Confesercenti convinti di un ribasso dei consumi anche quest’anno, in
controtendenza lo studio realizzato da Confcommercio.
Il Codacons denuncia un dimezzamento dei consumi collegati alla festa natalizia rispetto a quelli registrati precrisi nel 2007. D’accordo anche Confesercenti che sottolinea come metà degli italiani non riescano ad arrivare a fine mese e quanto conti, di conseguenza, il percepimento della tredicesima mensilità per gli acquisti natalizi. Meno negativi i risultati dello studio realizzato da Confcommercio secondo il quale i regali di Natale rappresentano una spesa necessaria per la stragrande maggioranza degli italiani (il 70%) e, di questi, quasi la metà la ritiene anche una spesa piacevole.
CODACONS – Per avere un quadro chiaro e preciso degli effetti che la crisi economica ha avuto sugli italiani e sulle abitudini delle famiglie, è sufficiente confrontare le spese natalizie dei cittadini nel periodo antecedente la crisi (ossia il 2007) ad oggi.
Come noto le festività di Natale rappresentano la principale occasione di acquisto per le famiglie, generando ingenti volumi d’affari in tutti i settori. Tuttavia negli anni, a causa della crisi economica e della progressiva perdita del potere d’acquisto dei cittadini, si è registrato in Italia un crollo vertiginoso dei consumi natalizi, calati dal periodo pre-crisi ad oggi addirittura del -45,5% (dati Codacons).
In base ai dati ufficiali infatti nel 2007 “l’effetto Natale”, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece – afferma l’associazione – la spesa degli italiani nell’intero periodo natalizio per i vari settori non supererà quota 9,8 miliardi di euro. Ciò significa che in 7 anni le famiglie del nostro paese hanno ridotto i consumi legati alle feste del -45,5%, tagliando le spese natalizie per la maxi cifra di 8,2 miliardi di euro.
Le riduzioni di spesa riguarderanno soprattutto i settori abbigliamento, calzature, viaggi e casa, dove la contrazione degli acquisti sarà più marcata.
“Prosegue la tendenza delle famiglie a ridurre gli acquisti anche durante le festività – commenta il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – Il bonus da 80 euro introdotto dal Governo non salverà il Natale 2014, e quest’anno gli italiani taglieranno i consumi natalizi di un ulteriore 5% rispetto all’anno precedente”
CONFESERCENTI – Primo week end verso Natale, con gli italiani divisi in due categorie: chi percepisce la tredicesime acquisterà il 2,6% di più di quelli che non possono contare sulla mensilità aggiuntiva. Anche perché la crisi continua a farsi sentire: nel 2014 solo un italiano su due (il 51%) ce la fa ad arrivare alla fine del mese, mentre il 36% non riesce a superare la terza settimana e il 13% la seconda. Sette anni fa la percentuale di italiani che dichiarava di avere un reddito sufficiente per tutto il mese era del 64%, oltre 6 milioni di persone in più.
Non meraviglia, quindi, se quest’anno la quasi totalità degli intervistati – il 92% – ha dichiarato di aver ridotto alcuni capitoli di spesa. Nel 2007 la quota era ferma al 67%. I tagli hanno investito le spese di tutti i giorni, ma si riducono anche le spese di necessità pratica: il 15% dichiara di aver risparmiato sul carburante, l’11% – oltre 5,2 milioni di italiani – sui beni alimentari. Un numero quasi doppio rispetto al 6% registrato nel 2007.
Uno degli elementi discriminanti sui consumi sembra essere la tredicesima: chi percepisce la tredicesima mensilità acquisterà il 2,6% in più della media di tutti gli italiani. Il divario diventa particolarmente evidente negli acquisti di giocattoli, segnalati dal 52% dei nostri concittadini con la tredicesima mensilità contro il 48% generale, così come anche nell’abbigliamento (56% contro il 51%) e negli elettrodomestici (29% e 26%). Ma soprattutto ci sarà un piccolo boom dei profumi: il 34% nel 2013 balza al 38% nel 2014, addirittura al 42% per chi prende la tredicesima.
Quest’anno comprerà un dono il 96% degli italiani, ma il 13% – oltre 6 milioni di persone circa – non comprerà presenti per sé o per la propria famiglia, ed il 71% cercherà il regalo utile.
Chi comunque fa i regali risparmierà soprattutto sui regali per parenti e per amici, entrambi indicati dal 18%, seguiti dal partner (9%). Ma solo il 5% ridurrà le spese per i regali per i bambini, la stessa percentuale del 2007: la crisi ha modificato il Natale degli adulti, ma gli italiani tentano di tenere al riparo la festa per i più piccoli. Si risparmierà anche sui viaggi (15%) e sulle spese/regali per se stessi (16%). Il 4% non farà alcun regalo. Ai bimbi si regaleranno soprattutto doni utili, come il vestiario, scelto dal 43% degli intervistati. Il 31%, invece, donerà ai piccoli i giochi di una volta, mentre il 12% si orienterà sulla tecnologia.
Complessivamente, quindi, anche questo Natale i consumi rimarranno praticamente fermi: solo il 2% degli italiani – 960mila persone – spenderà di più. Anche il sentiment dei negozianti si orienta verso un Natale stagnante: per quasi la metà degli imprenditori del commercio (il 48%) i risultati saranno in linea con quelli del 2013, mentre il resto è diviso tra chi intravede un miglioramento (24%) e chi un ulteriore declino (28%). Le feste natalizie rimangono comunque un momento importante per il commercio: in questo periodo si concentra, in media, il 24% del fatturato annuale dei negozi.
I regali si compreranno soprattutto presso le grandi strutture commerciali, dove si recherà il 40% degli italiani, un dato in calo del 10% rispetto ai periodi precedenti alla crisi. Il 31% si affiderà piccoli negozi o mercatini, mentre il 23% – quasi un italiano su quattro – comprerà i regali online: è più del triplo del 7% registrato nel 2007.
CONFCOMMERCIO – I regali di Natale rappresentano una spesa necessaria per la stragrande maggioranza degli italiani (il 70%) e, di questi, quasi la metà la ritiene anche una spesa piacevole; chi acquista regali lo farà prevalentemente per i familiari più stretti (87,3%) e quasi la metà (il 45,5%) comprerà più o meno gli stessi prodotti del Natale 2008. Tra gli articoli che saranno acquistati di più spiccano i capi di abbigliamento (70,5%), seguono i libri (63,2%), i generi alimentari (56,7%), il vino (40,9%), gli articoli sportivi (35,4%), Cd e Dvd (33,9%).
Queste le intenzioni di consumo e il sentiment delle famiglie a un mese dal Natale che emergono dall’indagine Confcommercio-Format ricerche di mercato sui consumi degli Italiani per le prossime festività natalizie.
Tra coloro che faranno gli stessi acquisti per i regali del Natale 2009, rispetto agli acquisti effettuati per il Natale 2008, prevalgono gli uomini sulle donne, gli individui che hanno un’età compresa tra i 18 ed i 44 anni e gli italiani che risiedono nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est del nostro paese.
L’atteggiamento di rinuncia a fare alcuni acquisti per i regali di Natale prevale, invece, più tra le donne che non tra gli uomini, tra gli individui che hanno un’età compresa tra i 45 ed i 54 anni, e tra coloro che risiedono nelle regioni del Centro e del Sud Italia.
Il 30% degli italiani considera invece i regali una spesa inutile che, nella maggior parte dei casi (il 16,5%), si è anche costretti a sostenere, mentre solo il 13,5% oltre a ritenerla inutile riesce anche ad evitarla.
Coloro ai quali la maggior parte degli italiani intervistati dedicherà più frequentemente gli acquisti per i regali di Natale sono risultati i propri familiari (coniuge, figli, genitori, fratelli), con l’87,3% di risposte in questo senso. Il 75,5% degli intervistati dedicherà i propri acquisti per i regali di Natale ad “altre persone di famiglia”, il 68,3% agli amici, il 67,1% acquisterà i regali di Natale per se stesso.
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