18 Marzo 2009

Nasce l’alleanza dei pendolari contro Trenitalia

 
I comitati dei passeggeri chiedono di incontrare subito Regione e società ferroviaria. «Viaggiare è diventato impossibile»

 

      Nasce l’alleanza tra tutti i comitati dei pendolari ferroviari del Veneto, un’unione per avere più forza nelle proteste ma anche nelle proposte. E la prima di queste ultime è spuntata proprio ieri: un confronto da avviare il più presto possibile con la Regione per affrontare i problemi del trasporto pubblico su rotaia. La richiesta è stata formulata ieri dai pendolari nel corso dell’incontro organizzato da Assoutenti con i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione.
      Dopo la manifestazione svoltasi il 26 gennaio scorso a Mestre davanti alla sede di Trenitalia, i portavoce dei vari comitati (Padova, Bassano, Schio, Calalzo, Conegliano, Vittorio-Veneto, Portogruaro) si sono dati appuntamento ancora a Mestre, all’hotel Bologna, per stringere l’alleanza e illustrare i disagi che ogni giorno sono costretti a sopportare a causa di ritardi o soppressioni dei convogli. Mario Vio di Assoutenti ha precisato che “bisogna creare le basi per un sistema di relazioni con la Regione e Trenitalia. Chiediamo di essere ricevuti poiché vorremmo portare un pacchetto di richieste all’assessore ai trasporti e a Trenitalia”. Quali richieste? Eccole in sintesi: più corse in alcune tratte come la Bassano-Venezia e la Calalzo-Venezia; treni più puliti; migliore organizzazione per azzerare i ritardi; maggiori informazioni a chi viaggia; più carrozze, per esempio, alla mattina sulla linea Portogruaro-Venezia.
      L’anno scorso il consiglio regionale aveva votato all’unanimità una mozione che impegnava la giunta a convocare il tavolo dei pendolari prima dell’entrata in vigore del nuovo orario, ma non è accaduto. “Durante la prossima convocazione della commissione trasporti – ha sottolineato Nicola Atalmi, consigliere dei Comunisti italiani – chiederemo di attivare presto un tavolo con l’assessore ai trasporti”. Proposta che ha trovato d’accordo Roberto Ciambetti, consigliere della Lega (unico rappresentante della maggioranza presente): “Sì – ha osservato – l’incontro con l’assessore è urgente. E chiederemo anche ai nostri parlamentari di farsi sentire nei confronti del Cda di Trenitalia, a Roma, che va cambiato perché la qualità e i tempi del servizio peggiorano ogni anno”.
      Da Calalzo a Portogruaro, da Bassano a Noale, da Schio a Conegliano, da Padova a Spinea la vita del pendolare è sempre più dura. Come per Gianni Foffano, turnista e portavoce della linea Trieste-Venezia: “Cambiano gli orari senza alcun criterio e noi li subiamo. Poi si accorgono dell’errore quando la frittata è fatta”. Per Francesca De Nardi, della tratta Calalzo-Vittorio Veneto-Venezia, il nuovo orario è diventato un inferno. “Sono aumentati i tempi di percorrenza, al pomeriggio abbiamo una sola corsa. Spesso i treni si fermano anche venti minuti a Treviso senza alcun motivo. E’ davvero difficile viaggiare così dopo una giornata di lavoro”.
      Lapidario Luciano Ferro, linea Portogruaro-Venezia, che ha chiesto assieme al Codacons risarcimenti per danni esistenziali. “Chi ci ripagherà di tutte le beffe che subiamo? Del fatto che paghiamo anticipatamente l’abbonamento e spesso vengono soppresse le corse e siamo costretti a usare l’auto per recarci al lavoro?”. Ferro, tra l’altro, ricorda i problemi dovuti al gelo: “L’8 dicembre scorso – afferma – i treni non sono partiti perché i fili elettrici erano ghiacciati. Bastano pochi fiocchi di neve e il sistema di circolazione va letteralmente in tilt”.
      Per Dario Berti del comitato Bassanese “oggi per andare da Bassano a Venezia e tornare indietro servono più di tre ore! La Regione deve spiegare a Trenitalia come devono essere organizzati i servizi. Nei prossimi contratti servono clausole ben chiare”. Anche Claudio Peris, di Conegliano, ne ha da raccontare. “Alle 4.40 – osserva – il treno da Conegliano viene soppresso e nessuno informa del pullman sostitutivo. A Vittorio Veneto le obliteratrici non funzionano da mesi, e nonostante i nostri appelli continuano a non funzionare”. Ma la doccia fredda è arrivata da Ilario Simonaggio, segretario generale Filt-Cgil (trasporti) del Veneto. “Nel 2007-2008 Trenitalia ha tagliato ottomila ferrovieri e le previsioni non sono rosee. Oggi l’azienda ha dieci miliardi di euro di debiti e sei di patrimonio. Confidiamo nell’ipotesi allo studio del gruppo Ferrovie dello Stato, per creare una società mista tra la Regione e Ferrovie”.
      Infine, è di ieri la proposta del consigliere regionale Raffaele Grazie (Ppe), il quale attraverso una mozione ha proposto un Consiglio straordinario «in una città punto di arrivo di una tratta ferroviaria locale, come Adria, Calalzo di Cadore, Bassano del Grappa» e di dedicare la seduta ai problemi dei pendolari. «Come maggioranza – spiega Grazia – non possiamo non assumerci l’onere e la responsabilità di dare una risposta sui tempi e sui modi per uscire da questo continuo stillicidio di disagi a carico degli utenti delle nostre ferrovie».
      
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this