16 Dicembre 2014

Nasce il partito del no Salvini: «E’ una follia» Grillo mostra 5 manette

Nasce il partito del no Salvini: «E’ una follia» Grillo mostra 5 manette

GENNARO BOZZA roma Il tiro al bersaglio ha come ideale sottofondo Vasco Rossi con «C’ è chi dice no» e, come orsetto da buttare giù con le palle al padiglione del Luna park, uno fra Matteo Renzi e Giovanni Malagò. Ma non c’ è storia, vince il presidente del Consiglio. I «non ci sto» alla candidatura olimpica diventano una tempesta in pochissimo tempo e non arrivano soltanto dalle opposizioni in Parlamento, ma anche dai compagni di partito e dagli alleati, se si possono chiamare ancora così. E dai cittadini. Nei sondaggi la maggioranza «anti» è schiacciante: su quello della Gazzetta dello Sport, 35,7% i «sì», 64,3% i «no». E in altri mezzi di informazione va pure peggio: i contrari variano dal 68 all’ 89%! Ad anticipare tutti, comunque, è il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, anche se i riflessi non sono fulminei, visto che ci mette più di tre ore per sferrare l’ attacco, dalle 11.17 dell’ annuncio ufficiale di Renzi al suo intervento a Radio Padania, ripreso alle 14.30 del primo lancio di agenzia: «Per me è una follia, sarebbe l’ Olimpiade dello Spreco. Sarebbe utile che il fenomeno di Firenze pensasse alle migliaia di società sportive dilettantistiche, che fanno fare sport a tantissimi bambini e che rischiano di chiudere per colpa dello Stato, invece di fantasticare su improbabili Olimpiadi». CERCHI E MANETTE È una piccola palla di neve che diventa valanga. Due interventi si distinguono per crudezza e sarcasmo. Beppe Grillo, su twitter, mette la foto del simbolo olimpico con le manette al posto dei 5 cerchi e colpisce duro: «Marino: vergogna e dimettiti! Nel 2024 magari tutti i coinvolti di mafia capitale saranno nuovamente liberi e attivi. In tempo per spartirsi una torta olimpica». Gli fa da sponda Alessandro Di Battista, del Direttorio M5S: «È compito nostro liberare la Repubblica italiana dai ladri, dai corrotti e dagli inetti». Antonio Di Pietro risorge dal suo silenzio e va giù pesante: «Se non sbaglio, le gare di canoa si terranno a Genova. Le potrebbero fare per le strade. A me da cittadino offende vedere l’ arroganza, la supponenza, la saccenza, la strafottenza di questo presidente del Consiglio. A me dà l’ idea di “uno” degli anni Venti, riveduta e corretta, anzi scorretta». Finita? Macché. Ecco Luca Zaia, governatore del Veneto: «Una candidatura olimpica non risolve i drammatici problemi finanziari di una città, ora squassata dall’ inchiesta su Mafia Capitale, che per ben due volte è stata salvata dal default anche a spese dei veneti, costretti a versare 21 miliardi di imposte all’ anno a Roma-idrovora, senza vedere alcun ritorno. E qualcuno si aspetta che i veneti gioiscano per una candidatura che è come una nuova minaccia?». Durissimo anche il Codacons, il cui presidente Carlo Rienzi dice: «Al di là dello scandalo sulla mafia romana e sugli appalti deviati, Roma è una città assillata da così tante e così gravi criticità che candidarla a ospitare l’ Olimpiade suona come una provocazione di cattivo gusto». QUOQUE TU? Impegnato a schivare le frecciate che gli arrivano di fronte, dal campo nemico, Renzi deve preoccuparsi anche di attacchi alle spalle e laterali. Quello di Pippo Civati, deputato Pd, non può però considerarsi una sorpresa, visto cosa che sta accadendo nel partito di Renzi. Attacco spietato: «I Giochi si sono rivelati spesso un grande spreco, noi siamo un paese che non ha gli anticorpi sufficienti per evitare pasticci sulle grandi opere. Le priorità sono altre». Altra botta poi da Sel, parla Arturo Scotto: «Tutte operazioni per distrarre l’ attenzione dalla crisi economica. Renzi la smetta di governare contro il lavoro e contro il sindacato e provi a operare una svolta in Italia e in Europa». E per finire una critica anche da un personaggio «insospettabile», Antonio Rossi, assessore allo sport della Lombardia, e unico sportivo a non unirsi al coro di giubilo: «Non dico che sono contrario, ma preoccupato sì». Un po’ sfumato, diviso fra la sua natura di olimpionico e obblighi di partito: «Penso che sarà una candidatura romanocentrica e secondo me con l’ inchiesta “Mafia capitale” faremo una brutta figura di fronte al Cio». Come dire: Renzi, stai sereno.

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