13 Settembre 2007

Nasce anche in Irpinia il comitato contro gli Ogm

DOMANI MATTINA LA PRESENTAZIONE UFFICIALE
Nasce anche in Irpinia il comitato contro gli Ogm

Nasce il comitato provinciale anti-ogm (organismi geneticamente modificati), mentre insorgono i produttori irpini di latte. Questi i due argomenti posti ieri mattina sul tavolo del prefetto Orrei, da parte delle associazioni e confederazioni di categoria. Proprio da via Tagliamento è arrivata l`ufficializzazione della coalizione “Italia-Europa, liberi da Ogm“, all`insegna del principio: l`agroalimentare cuore strategico dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo. Della sezione irpina, che sarà presentata venerdì mattina alle 10,30 presso la sede della Coldiretti, faranno parte: Coldiretti, Cna, Cia, Confartigianato, Legambiente, Slow Food, Federconsumatori, Codacons, Coop e Aiab. Intanto, gli aumenti già registrati dai prodotti lattiero-caseari hanno fatto scattare la protesta dei produttori irpini, che riforniscono il settore delle trasformazioni, senza risentire delle agevolazioni dell`incremento dei costi nel settore. I prezzi di acquisto del latte, infatti, sono fermi da tempo, risultando attualmente poco remunerativi. I produttori alzano la voce, arrivando a minacciare momenti di mobilitazione: “Mi auguro che l`intervento del Prefetto sia chiarificatore tra le parti, altrimenti vorrà dire che intraprenderemo azioni di protesta clamorose – dichiara Giuseppe Licursi, direttore Coldiretti di Avellino- a cominciare da una mobilitazione dei produttori. Per quanto riguarda il discorso degli Ogm, poi, è un tema importante da portare avanti, coinvolgendo i cittadini in una unità d`azione tra i settori di agricoltura, commercio, moderna distribuzione, artigianato, piccola e media impresa e ambiente“. Gli fa eco Antonio Mango, presidente provinciale della Cia: “La situazione dei produttori irpini è particolarmente delicata: il latte aumenta solo al consumo, mentre a quello destinato alla lavorazione dei prodotti caseari non viene riconosciuto alcun aumento. In Irpinia, poi, si aggiunge una difficoltà di dialogo, mancando nel settore della trasformazione un`associazione di riferimento. Di qui la richiesta di aiuto al prefetto“.

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