18 Aprile 2020

Nas sulle tracce di centinaia di mail fantasma

l’ inchiesta sulle segnalazioni sparite. e i pm raccolgono le segnalazioni sulla carenza di mascherine
andrea bucci irene famà Email fantasma. Inviate dai medici di base di Torino e provincia per segnalare assistiti con sintomi Covid19 e mai arrivate ai server del sistema sanitario regionale. Carenza di mascherine e dispositivi di protezione per il personale medico e infermieristico. Emergenza nelle Rsa, dove si continuano a contare contagi e decessi. Sono queste, per ora, le ‘falle’ della battaglia contro il virus su cui le Procure piemontesi vogliono fare chiarezza. L’ ultimo pasticcio, su cui sono in corso gli accertamenti dei carabinieri del Nas, riguarda centinaia di messaggi che i medici di famiglia avrebbero spedito al Sisp (Servizio di igiene e sanità pubblica) segnalando pazienti con sintomi di sospetto Covid19 e che sarebbero andate perse per un blocco del servizio di posta elettronica. Detto in altri termini: la casella postale era piena e le email sono «scomparse.» Un pasticcio che in marzo potrebbe avere provocato parecchi inconvenienti, se non nella gestione dei casi di contagio perlomeno nella raccolta di dati. Il problema è stato risolto con una nuova piattaforma fornita dal Consorzio per il sistema informatico del Piemonte e con l’ aumento di personale. Prima c’ erano solo un medico e due infermieri che, da soli, non potevano di certo gestire le email che arrivavano, circa 500 al giorno. Gli accertamenti dei Nas sono destinati a finire nel fascicolo di indagine che la Procura di Torino sta raccogliendo sulla carenza di mascherine, visiere e dispositivi di protezione per il personale medico e infermieristico nei presidi ospedalieri della città e dei comuni dell’ hinterland. Un fascicolo, coordinato dal pubblico ministero Vincenzo Pacileo, modello 45, ovvero senza indagati né ipotesi di reato. Al momento l’ attività è di raccolta dei dati. Gli inquirenti vogliono capire se e quanti operatori sanitari erano dotati di dispositivi di protezione, vogliono risalire ai motivi della mancanza di mascherine per medici e infermieri, vogliono ricostruire quanti e quali soggetti hanno contratto il Covid19. La Procura di Torino ha poi aperto un altro fascicolo, sempre senza indagati né ipotesi di reato, sulla questione delle Rsa. In particolare sulla residenza San Giuseppe di Grugliasco dove, il 2 aprile, si contavano 21 decessi, undici solamente in tre giorni. Comune e Asl avevano presentato un esposto. A volerci vedere chiaro sulla gestione delle Rsa e su altri aspetti dell’ emergenza è anche la Procura di Ivrea, che ha aperto una dozzina di fascicoli, tutti modello 45. Otto riguardano le case di riposo e uno il presidio ospedaliero Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese. C’ è poi un’ indagine, affidata ai Nas, sulla gestione generale dell’ emergenza e delle case di riposo per anziani, nata da un esposto del Codacons. L’ associazione dei consumatori tira in ballo anche il presidente della Regione Alberto Cirio. Un altro fascicolo riguarda l’ ospedale di Settimo e nasce da una segnalazione inviata in Procura dalla sindaca Elena Piastra che, tra le altre cose, lamentava di non ricevere dall’ azienda (la Saapa) informazioni sul numero dei contagiati. Altri due fascicoli nascono da esposti di sindacati dei medici base (Smi) e degli infermieri. – L’ inchiesta riguarda centinaia di messaggi che i medici di famiglia avrebbero spedito al Sisp (Servizio di igiene e sanità pubblica) segnalando pazienti con sintomi di sospetto Covid19 e che sarebbero andate perse Un funerale celebrato al cimitero monumentale di Torino.
andrea bucci irene famà

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