30 Luglio 2013

Napolitano: inaccettabile sciagura, ora più sicurezza

Napolitano: inaccettabile sciagura, ora più sicurezza

Una sciagura inaccettabile, ha detto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Inaccettabile per il dolore che provoca, per la scia di lutti che si lascia dietro. Unica consolazione, cercare le cause, puntare il dito, punire i responsabili. Si controllerà il guardrail sfondato, la carcassa del pullman, i freni e le gomme, ma il primo accusato è proprio quel tratto di autostrada A16 Napoli-Canosa, il viadotto da dove il bus è maledettamente volato per 30 metri giù nella scarpata. Un continuum di piccoli tamponamenti, ma il 23 luglio 2003 – esattamente in quel punto – un pulmino che portava da Andria a Roma un gruppo che doveva assistere a una laurea tamponò in discesa un tir che trasportava marmo: sei morti. Una coincidenza? Il viadotto ha un’ ampia curva con una pendenza del  3 percento: è ben per questo che il limitedi velocità in quel tratto è di 80 chilometri l’ ora, certo va rispettato. Il Presidente della Repubblica, profondamente addolorato, ha espresso «sentimenti di commossa ed affettuosa vicinanza al dolore delle famiglie delle vittime, e auguri di una pronta guarigione ai feriti». E ha richiamato «tutti, istituzioni e cittadini, ad un più tenace impegno per la sicurezza stradale e impone ogni iniziativa utile a ridurre i fattori di rischio. Agli interventi di adeguamento e manutenzione delle reti stradali e alle indispensabili attività di controllo e repressione deve affiancarsi una rinnovata consapevolezza di chi guida: il più scrupoloso e responsabile rispetto del codice della strada è essenziale per tutelare noi stessi, i nostri cari e il prossimo». Giusto: mai come alla vigilia dell’ esodo estivo tunnel e viadotti, strade e autostrade devono essere sicuri, i guidatori devono rispettare le norme. A volte, però, basta un attimo, una distrazione, ed è tragedia. È un dovere, ha ricordato Nichi Vendola, leader di Sel, «trasformare la commozione in una riflessione approfondita su come abbattere tutti gli ingredienti dell’ insicurezza stradale, la ragione vera di una strage infinita». Il presidente della commissione Trasporti della Camera, Michele Meta, ricorda che «il governo ha davanti il compito fondamentale di ridisegnare il codice della strada. La riforma va fatta entro 6 mesi, è un tema che non può permettersi rinvii. Sarà l’ occasione per intervenire sui comportamenti alla guida, sulla sicurezza delle strade, sul ruolo della Polizia stradale e dei gestori della rete. Con le norme prodotte negli ultimi anni abbiamo ridotto sensibilmente i morti sulle strade, ma 4 mila morti l’ anno sono ancora troppi. Se in Germania i controlli sono 7 milioni l’ anno e in Italia non si arriva a un milione vuol dire che non stiamo facendo tutto il possibile». Mentre la procura di Avellino indaga – l’ autista è morto nell’ impatto ma si farà uno screening accurato sul bus – pare che alcune parti del sistema di trasmissione del mezzo siano state trovatea un chilometro dal punto dell’ impatto: l’ autocorriera era dunque in condizioni non impeccabili? Punta il dito il Codacons e il suo presidente Carlo Rienzi: «Presentiamo oggi un esposto alla Procura di Avellino affinché verifichi come è stata eseguita l’ ultima revisione sul pullman. Vogliamo capire se le cause dell’ incidente siano collegabili o meno alla manutenzione del mezzo, se fosse in grado di trasportare passeggeri in condizioni di sicurezza, e se vi siano responsabilità di terzi». E chiede al ministero dei Trasporti controlli più serrati su autobus e pullman, da eseguire «sotto la stretta osservanza di soggetti pubblici, come avviene per treni e aerei, e non delegati a privati». Mentre Carmelo Lentino, portavoce di BastaUnAttimo, ammonisce: le istituzioni non si sottraggano a una necessaria attività di prevenzione, che va oltre la sola riforma del Codice della Strada.

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