Napoli scavalca Venezia nella graduatoria delle città più care
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fonte:
- Il Gazzettino
Roma.
Novembre «caldo» per l`inflazione: il costo della vita si è attestato al 2,8\% rispetto al 2,7\% di ottobre. E` il livello più alto dall`agosto del 2001. La conferma arriva dall`Istat in base alle rilevazioni definitive. La variazione congiunturale invece è stata dello 0,3\% mentre l`indice armonizzato è pari al 2,9\%. Confermando le anticipazioni delle città campione e la propria stima del 28 novembre, l`Istat ieri ha diffuso il dato definitivo pari a +0,3\% mensile e +2,8\% tendenziale. Ad ottobre la variazione su base annua era stata di +2,7\%.
Gli aumenti più consistenti, rispetto al dato tendenziale si sono registrati nei capitoli alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4,8\%). In salita anche i prezzi dei beni alimentari e bevande analcoliche (+3,4\%) e i trasporti (+3,3\%). Solo le comunicazioni registrano una discesa (-1,2\%). In termini congiunturali, e quindi rispetto allo scorso mese di ottobre, a registrare gli aumenti più consistenti il settore mobili, articoli e servizi per la casa (+0,5\%) seguito dalle calzature, dall`abbigliamento, servizi sanitari e salute, tutti con un +0,4\%.
Tra le 20 città capoluogo di regione è Napoli ad assicurarsi la testa della classifica tra quelle più care con un +3,7\% tendenziale. Seguono Venezia con +3,5\% e Cagliari con un +3,3\%.
Trieste e Palermo registrano un aumento del costo della vita del 3\% mentre Torino, Genova, Roma, Bari si attestano ad un +2,9\%. Aosta si ferma ad un +2,6\%; Trento e Perugia ad un +2,5\%; Bologna ad un +2,4\%. Milano registra invece un +2,3\%, Firenze un +2,2\% insieme all`Aquila. +2,1\% per Potenza, +2\% per Reggio Calabria e +1,9\% per Ancona e Campobasso.
Il governo minimizza. Il ministro dell`economia Marzano fa notare che pesano soprattutto gli aumenti di case, alberghi, ristoranti, generi che non vengono coinvolti nel commercio internazionale. Secca la replica delle associazioni dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc). È una «vergognosa litania» .
Più che dall`aumento dei prezzi al consumo (+2,8\%) il ministro – sostiene l`Intesa – è infatti spaventato dalle associazioni dei consumatori, che in realtà «hanno solo fatto il loro mestiere, denunciando ritocchi e arrotondamenti».
La principale critica che i consumatori rivolgono al governo è quella di non aver adottato alcuna misura per sanzionare gli speculatori. Il rialzo dei prezzi infatti non sarebbe tanto dovuto a questioni congiunturali, quanto ad un “trascinamento“ del changeover con l`euro: «Lavoratori, pensionati e le loro famiglie, che non arrivano alla fine del mese, stremati dagli eurofurbi protetti dal Governo».
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