2 Ottobre 2020

Napoli, l’ ansia infinita dei tamponi ma con meno di 10 positivi si gioca

Inviato a Castel Volturno Non è una vigilia normale. Il charter del Napoli partirà nella serata di sabato per Torino, ma l’ ora del decollo – previsto per le 18,30 – potrebbe slittare un po’ perché in realtà dipende da quando arriveranno gli esiti dei tamponi che gli azzurri ripeteranno, per la terza volta in cinque giorni, nella mattinata di domani. Nel frattempo nel pomeriggio, verso le 16, arriveranno i risultati dei tamponi fatti ieri. In un interminabile girotondo di accertamenti e di fiati in sospeso che sembra non finire mai. È la vigilia della gara con la Juventus, ma la prima vittoria è riuscire ad avere a tempo di record i risultati dei tamponi: la processazione dura tra le otto e le nove ore, è biologia molecolare, i campioni che arrivano nei laboratori sono migliaia. Chiaro, un intoppo nella consegna dei risultati potrebbe costringere il Napoli a rinviare la partenza di chi non si sa se è negativo o meno. Ma in ogni caso, il gruppo negativo partirà domani sera. Ci sono segnali confortanti: nessuno della squadra ha sintomi legati al contagio. Di nessun genere. Ma bisogna andare con i piedi di piombo. D’ altronde, i calciatori azzurri sono diventati quasi tutti apprendisti virologi e sul tema dell’ incubazione del virus sono informatissimi. «La negatività del primo test di Covid 19 è una buona notizia ma ora entriamo nel vivo, dobbiamo conoscere i risultati di questi due giorni per dare il via libera a Juventus-Napoli», frena Vincenzo Mirone, ordinario di urologia dell’ Università Federico II di Napoli e medico scelto dal Napoli per coordinare il protocollo Covid 19 degli azzurri. «Solo domani avremo una certezza precisa e affidabile e poi dovremo riflettere. Ci auguriamo che tutti siano negativi ma se avessimo due, tre giocatori positivi la mia opinione è che sarebbe un rischio giocare la partita. Qualche altro giocatore potrebbe incubare il virus e rischiamo che accada come al Genoa, che l’ incubazione finisca la domenica e si sblocchi anche la contagiosità mentre le squadre vanno in campo. Sarebbe un rischio per i compagni e per la Juventus», è il campanello di allarme che lancia Mirone. Ma la Lega e la Figc vanno in altra direzione. E il Napoli non ha nessuna intenzione di fare un braccio di ferro con Dal Pino e Gravina: in caso di positivi (fate gli scongiuri del caso), il Napoli scenderà in campo regolarmente all’ Allianz. Anche perché un forfait porterebbe alla sconfitta a tavolino con la Juventus per 3-0. Vero, lascia perplesso quella sorta di bonus che la Lega concede a ogni club da usare una sola volta in campionato. Ma una via doveva essere trovata. E come ogni soluzione, magari non lascia tutti contenti. Ma ieri il Consiglio di Lega dopo aver deciso (logicamente) di rinviare Genoa-Torino a data da destinarsi – è spuntato pure Mattia Destro positivo tra i rossoblù e il bilancio sale a 16 contagiati complessivi – ha dato delle indicazioni per il futuro. Per prima cosa, neppure presa in considerazione l’ ipotesi ventilata da qualche esponente del governo di fermare il campionato. Dopo aver deciso, su richiesta del Genoa (che di fatto ha consumato il suo jolly) della gara di Marassi di domani, l’ attenzione si è spostata sul futuro. Ed è emersa, evidente, la volontà di arrivare fino in fondo a una stagione che sotto il profilo economico sarà pesante per i club. Ma che diventerebbe drammatica, quasi a un passo dal default, se non arrivasse alla fine. E così, all’ unanimità ha infatti stabilito, con pieno accordo anche del consigliere Casasco (Presidente Federazione Medici Sportivi), di adottare per tutta la stagione la formula utilizzata dall’ Uefa che prevede si debba giocare con 13 giocatori disponibili (di cui 1 portiere) calcolati sulla lista dei giocatori che hanno il numero di maglia della prima squadra. Chi non li ha perde a tavolino. C’ è però un’ eccezione a tale norma, in caso in un gruppo squadra si verifichino più di 10 giocatori contagiati nell’ arco di una settimana, dato significativo di un focolaio in atto che potrebbe contagiare anche la squadra avversaria. In tale situazione la società ha diritto, una sola volta in stagione, a chiedere il rinvio della sua prima gara in calendario. Una specie di jolly da calare, una sola volta. Dunque, l’ ipotesi avanzata da Mirone di non disputa della partita per pochi positivi, viene esclusa dalla Lega. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, è soddisfatto: «Il calcio ha sempre agito per la tutela della salute e continuerà a farlo e ha confermato la sua serietà anche in queste ore». De Laurentiis è guarito dal Coronavirus ma da qualche ora la procura di Milano ha aperto un fascicolo conoscitivo modello 45, cioè senza ipotesi di reato né indagati, per la sua partecipazione all’ Assemblea di Lega. Sulla vicenda era stato il Codacons a presentare un esposto chiedendo di indagare per epidemia colposa. L’ apertura del fascicolo – che rientra nelle indagini coordinate dal dipartimento tutela della Salute della Procura, guidato daTiziana Siciliano- è un atto dovuto conseguente all’ esposto, ma è prevedibile che nessuna ipotesi di reato possa configurarsi. Anche perché nessuno dei presidenti presenti è risultato contagiato, né i dipendenti della Lega Calcio presenti ai lavori. Insomma, verrà archiviato senza alcun dubbio. D’ altronde, l’ esposto Codacons, parte da un presupposto che non è confermato da nessuno: ovvero che De Laurentiis avesse già dei sintomi prima di arrivare a Milano. Versione smentita da tutti, compresi gli addetti ai controlli della Lega Calcio che ne hanno controllato la temperatura all’ ingresso. Il presidente in ogni caso continuerà a casa la sua riabilitazione. Esclusa la sua presenza per il big match con la Juve. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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