31 Gennaio 2016

«Napoli città indecorosa», per l’ Agcom non c’ è offesa Giletti: usato da chi cerca voti

«Napoli città indecorosa», per l’ Agcom non c’ è offesa Giletti: usato da chi cerca voti
il conduttore: ho invitato il sindaco più volte in tv, non è mai venuto

NAPOLI Il verdetto dell’ Autorità per le comunicazioni è arrivato ieri. La notizia è rimbalzata subito sul web. «Definire Napoli «indecorosa» come fece il popolare giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti il primo novembre scorso durante la trasmissione «L’ arena» su Raiuno non rappresenta una violazione delle norme vigenti. A dare la notizia della clamorosa decisione è stato il Comitato per la difesa dei consumatori (Codacons), che ha visto così rigettata la denuncia presentata all’ indomani delle affermazioni di Giletti. «Questa Autorità – è stata la motivazione dell’ Agcom – non rileva elementi che consentano di avviare un procedimento sanzionatorio per i fatti segnalati, non evidenziandosi dal tenore della denuncia attendibili profili di violazione della normativa in materia di obblighi di programmazione e di tutela dei minori». Critiche da parte del Codacons. «Evidentemente – commentano – per l’ Agcom offendere Napoli e definirla indecorosa non rappresenta un insulto alla città né un’ offesa ai suoi abitanti». Raggiunto al telefono Giletti non nasconde la soddisfazione e chiarisce ancora una volta di non aver mai pensato di offendere la capitale del Mezzogiorno. Soddisfatto per la pronuncia dell’ Agcom? «Questa storia ancora mi ferisce. Mi sono sentito usato, tirato in mezzo a qualcosa di più grande di me. Capisco che a Napoli si vive la campagna elettorale e che è facile strumentalizzare tutto per pugno di voti. Credo anche però che le persone serie non dovrebbero farlo». Conviene però che quell’ espressione ha dato fastidio? «Attenzione, il bello delle trasmissioni televisive è che sono rivedibili. Io non ho detto che Napoli è indecorosa, ma solo che alcuni punti della città sono indecorosi. Mi hanno fatto dire quello che non ho mai detto. Anch’ io al posto dei napoletani mi sarei arrabbiato». Tornando alla decisione? «Fa piena giustizia e non può che farmi felice. Mi avrebbe però fatto più felice l’ apertura di un dibattito serio sull’ abbandono che vivono alcune zone di Napoli. Quando ho messo sotto la lente d’ ingrandimento il degrado di alcune zone di Roma non sono stato aggredito così». Lei ha incontrato alcuni collaboratori del sindaco de Magistris. «Sì, li ho incontrati e abbiamo parlato civilmente delle mie posizioni e di quanto avessi detto in realtà». Mentre il sindaco? «L’ ho invitato più volte in televisione, non ha mai accettato, libero di farlo. Mi dispiace solo che quando Erri De Luca venne assolto per la frase sul sabotaggio della Tav disse “Alleluja”. La libertà di espressione allora vale forse solo per De Luca? Penso che dovrebbe essere garantita soprattutto a chi la pensa in maniera diversa. Indecorose sono anche tante altre realtà italiane. Mi spiace se non si vuole vedere. Chi vuole far crescere la città deve essere critico». Che pensa dell’ entusiasmo che Napoli sta vivendo grazie al calcio? «Il Napoli è da sempre la mia seconda squadra. La prima è la Juve». Come possono convivere i due amori? «Non saprei, il Napoli mi è piaciuto dal tempo delle figurine. Non so come finirà il campionato. Saranno decisive le ultime giornate. E naturalmente lo scontro diretto del 13 febbraio».
 
 
 

 

 

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