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9 Maggio 2010

Napoli, ascensore bloccato neonato muore in ospedale

NAPOLI Quindici minuti è durato il guasto di un ascensore in un ospedale di Napoli, un imprevisto che ha ritardato il trasferimento in un’ altra struttura di un neonato in preda a una crisi cardiorespiratoria. Toccherà adesso a un magistrato stabilire se questo sia stato determinante nella morte. Se lo chiede il padre, che ha denunciato l’ accaduto alla polizia, si interrogherà anche Michele Fini, pubblico ministero della Procura di Napoli a cui è stato affidato il caso e che ha immediatamente disposto il sequestro della cartella clinica. Il piccolo è nato alle 11,30 di venerdì all’ ospedale degli Incurabili di Napoli: un parto cesareo programmato su una 35enne originaria della provincia di Caserta. «Alla nascita aveva tutti i parametri vitali negativi – spiega Luigi De Paola, direttore sanitario della struttura – i medici dell’ équipe neonatale hanno perciò subito avviato tutte le manovre rianimative, è stato cioè intubato, gli è stato dato ossigeno, è stato ventilato e sottoposto a terapia farmacologica». Manovre che sembrano avere effetto, visto che dopo dieci minuti il neonato inizia a essere reattivo. A questo punto viene avvertito il servizio di trasporto neonatale (ambulanza gestita dal II Policlinico con a bordo anche un medico dell’ ospedale Monaldi) per trasferire il bambino nella Terapia intensiva del Monaldi, che si era resa disponibile ad accoglierlo, dato che agli Incurabili questo reparto non c’ è. L’ ambulanza giunge all’ ospedale alle 12,10 e l’ équipe sanitaria introduce l’ incubatrice per il trasporto dei neonati nell’ ascensore che però non parte. «L’ ascensore ha funzionato fino a pochi attimi prima – aggiunge il direttore sanitario – come mi ha confermato la caposala che era scesa giù dal reparto per attendere l’ équipe dell’ ambulanza». I medici non si perdono d’ animo e iniziano a salire le scale per giungere in reparto e avviare subito le operazioni necessarie al trasporto del neonato che doveva essere reintubato. «Tutte operazioni di riequilibrio che durano circa 35-40 minuti», continua De Paola. «In contemporanea è stata chiamata la ditta che gestisce la manutenzione ordinaria degli ascensori del presidio. Trattandosi di un semplice guasto dell’ interruttore magnetotermico, l’ impianto è stato riparato in 15 minuti. Nel frattempo – conclude – le operazioni di riequilibrio sul neonato non erano ancora terminate. Quando si sono concluse, l’ ascensore funzionava». Il piccolo è arrivato al Monaldi alle 14. «Da noi è arrivato un bel bambino ma affetto da una grave sofferenza cardiorespiratoria. Abbiamo fatto tutto quello che andava fatto, massaggio cardiaco, somministrazione di farmaci, anche una trasfusione con gruppo 0 negativo. Purtroppo non c’ è stato nulla da fare. E’ sempre un dolore veder morire un bambino», spiega Paolo Ciliberti, primario della Neonatologia dell’ ospedale Monaldi. Sul caso il Codacons ha invocato l’ apertura di un fascicolo per concorso in omicidio, mentre Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d’ inchiesta sull’ efficienza del Servizio sanitario nazionale, ha già disposto un’ istruttoria da parte dei carabinieri dei Nas: «La Commissione andrà a fondo in questa vicenda perché emergano tutte le eventuali responsabilità». Martedì i risultati dell’ istruttoria verranno valutati e la Commissione deciderà se aprire o no un’ inchiesta.

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