26 Agosto 2004

Napoli, ancora un rinvio

La lunga giornata in tribunale si è conclusa con un nulla di fatto tra le parti
Napoli, ancora un rinvio

La telenovela calcistico-giudiziaria del Napoli segna una tappa interlocutoria, al termine di una lunga giornata in tribunale, iniziata alle 10 di ieri e conclusa poco prima delle 19, fatta di schermaglie procedurali e qualche momento di tensione tra i legali della Figc e i rappresentanti della curatela fallimentare del Napoli. Dunque, nessun passo avanti ai fini di una transazione tra le parti. Il tribunale partenopeo, chiamato a decidere se confermare, revocare o modificare i provvedimenti emessi dalla giustizia ordinaria, il 10 e il 13 agosto, sull?appartenenza del titolo sportivo alla società fallita, con conseguente inibizione alla Figc a disporne, e sulla sospensione dell?efficacia del calendario di serie B e di quattro partite di Coppa Italia, ha rinviato le parti a sabato mattina, ore 11, riunendo i due procedimenti. Ma difficilmente si andrà a sentenza in quella sede: più probabile che il giudice Antonio Mungo, della sesta sezione feriale del tribunale civile partenopeo, si riservi di decidere. In tal caso le sentenze non arriverebbero prima dell?inizio della prossima settimana. Una decisione che lascia le cose inalterate, ma che premia la curatela fallimentare che aveva caldeggiato il rinvio per poter controdedurre alle memorie difensive presentate dalla Figc. Nel corso della seconda udienza, infatti, i legali della Federazione inutilmente hanno sostenuto dinanzi al giudice la necessità di una sentenza in tempi molto rapidi sul blocco della serie B e della Coppa Italia, motivando l?urgenza con ragioni di carattere organizzativo. Alla fine stati d?animo differenti. Soddisfatto il consulente della curatela, Francesco Fimmanò («Il rinvio è un punto a nostro favore»), mentre l?avvocato Astolfo D?Amato, della Figc, ammette: «Ci aspettavamo qualcosa in piu». Per il responsabile dell?ufficio giuridico della Figc, Mario Gallavotti «La Federazione ha aderito alla richiesta di rinvio: forse si poteva guadagnare tempo, ma va bene così, l?importante era non andare oltre sabato». In precedenza i legali della Federazione avevano ribadito la loro posizione: scelga la curatela a chi dare il Napoli, ma l?unico campionato possibile è quello di C1. Alla fine le due udienze sono servite soprattutto a consentire la costituzione delle parti in giudizio. Dinanzi al giudice Mungo si sono presentati: la curatela fallimentare, la Figc, il Coni, la Lega A e B per il giudizio sulla Coppa Italia e sulla serie B, la Napoli sportiva di Gaucci, l?Azzurra Calcio di Vinicio, le associazioni di consumatori Adusbef, Codacons e Intesa Consumatori che sostengono le ragioni dei tifosi partenopei, l?avvocato Cantone, che tutela le richieste di cinque calciatori creditori del vecchio Napoli, l?Italstage, società creditrice di 36.000 euro e i legali di Pescara e Bari, coinvolte dal tribunale nella sospensione delle partite di Coppa Italia in quanto squadre ripescate in serie B al posto delle fallite Napoli e Ancona. A margine delle udienze si è registrata una novità, costituita dalla richiesta di commissariamento della Figc presentata dai legali di Luciano Gaucci con una lettera al ministro con delega allo Sport, Giuliano Urbani.

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