24 Agosto 2004

Napoli all?asta, il tribunale dà il via libera

Si apre l?asta per l?assegnazione del titolo sportivo della fallita Ssc Napoli. Subito, oggi. La comunicazione per i sei gruppi o imprenditori che hanno presentato le proposte è partita ieri, al termine del confronto di cinque ore tra i giudici della Fallimentare e il curatore Nicola Rascio. Avvocati e commercialisti invitati a formalizzare in giornata le proposte per rilevare il titolo di C1. È stato aggiunto il «bonus B» perchè la Fallimentare e il curatore insistono sulla linea fissata all?inizio di agosto. «Non escludiamo la possibilità di mettere all?asta il titolo di B», ha detto ieri Vito Frallicciardi, presidente della Fallimentare, uscendo da Castelcapuano. L?asta è così strutturata. Il prezzo base per la C1, confermato anche da Frallicciardi, è 23 milioni di euro, quanti ne ha assicurati Pierpaolo Marino, il rappresentante di Giampaolo Pozzo. La metà (11,5 milioni) va subito versata o garantita attraverso fideiussione bancaria. Il «bonus B» è valutato 34,5 milioni, anche in questo caso versamento immediato del 50 per cento. Approntata una tabella, a scalare, prevedendo promozioni della squadra nelle prossime stagioni. Vincerà l?asta chi si avvicinerà di più alla cifra indicata -23 milioni- e offrirà le maggiori garanzie economiche e aziendali. Come era stato concordato venerdì nel vertice con la Federazione, la scelta del proprietario del «nuovo» Napoli è affidata a tribunale, curatela e Comune. Le decisioni maturate ieri possono soddisfare il professor Rascio, perchè 23 milioni rappresentano poco più dei due terzi dell?indebitamento della Ssc Napoli. Peraltro, l?ipotesi di fitto di azienda, sostenuta da Luciano Gaucci e dalla sua società Napoli sportiva, è cancellata. Il titolo va acquistato fornendo altro genere di garanzie. Non a caso ieri Frallicciardi ha detto: «Gaucci può riformulare la proposta. Finora abbiamo avuto compagni di viaggio: continueremo ad averli finchè coincideranno gli interessi, Non siamo vincolati a nessuno. Il peggiore accordo è comunque migliore di qualsiasi causa vinta e ovviamente preferiremmo evitare nuove cause e vicende in tribunale».
Il tribunale e il curatore sono disposti ad effettuare la transazione con la Figc: oggi verrà inviato il documento a Carraro e all?avvocato Mario Gallavotti. Il pool della Fallimentare punta a convincere la Figc a concedere il posto in B attraverso un percorso normativo. L?asta non eviterà l?udienza fissata domani a Castelcapuano: il giudice Antonio Mungo è chiamato a convalidare o annullare il provvedimento per l?iscrizione del club in B. Ma, se vi fosse la transazione, le parti chiederebbero un rinvio. Domani a Castelcapuano si presentano altre parti in causa: Gaucci, il Codacons, le due ditte che avevano presentato istanza di fallimento della Ssc Napoli (Italstage e Airon Jet) e i giocatori nell?organico della Napoli sportiva.
Cinque ore di confronto ieri a Castelcapuano. È stato accolto il suggerimento del giudice Enrico Caria: fare un?asta parallela, per la C1 e per la B. Il tribunale apre la gara tra i sei imprenditori, o gruppi: Luciano Gaucci, Azzurra calcio, Napoli sport, Paolo De Luca, Aldo Caretti-Luis Gallo e Giampaolo Pozzo. «Abbiamo fissato i termini per cambiare cavallo, se fosse utile e necessario», ha detto il presidente Frallicciardi. Il «cavallo» è Gaucci, che con il genere ha dimestichezza. Il presidente Frallicciardi ha ricordato i passi in avanti fatti da Carraro: «Non c?è guerra tra noi, che rappresentiamo un ordine, e la Figc, che rappresenta un?associazione. Forse, se c?è una sollecitazione, la Figc può fare un altro passettino. Noi dobbiamo tutelare i creditori. Cercheremo di arrivare ad una cifra comparabile con la proposta precedente. Chiederemo anche alla Figc una forma di tutela nel caso vi fosse un?azione legale». La minaccia Gaucci.

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