19 Giugno 2021

n regione boom di adesioni all’azione risarcitoria collettiva avviata dal Codacons

POTENZA  – Astrazeneca  sì,  poi  no  per  alcune  fasce,  poi  un  mix:  l’incertezza  sull’utilizzo  di  Astrazeneca  troppi  passi  fatti  avanti  dietro,  hanno  danneggiato  la  campagna  vaccinale,  senza  dubbio.  hanno  lasciato  profonde  incertezze  su  chi  magari  ha  già  avuto  la  prima  dose  ma  ora  teme  per  il  richiamo.  Per  cercare  di  dissipare  qualche  dubbio,  inoltre,  l’associazione  organizza  un  webinar  per  spiegare  ai  cittadini  under  60  che  hanno  ricevuto  la  prima  dose  come  tutelarsi  chiedere  il  risarcimento.  Intanto  si  è  registrato  un  boom  di  adesioni  all’azione  risarcitoria  lanciata  dal  Codacons  contro  Stato,  Regione  Asl  per  il  “pasticcio”  del  vaccino  Astrazeneca  agli  under  60.  L’associazione  dei  consumatori  ha  lanciato  nei  giorni  scorsi  anche  in  regione  una  azione  collettiva  finalizzata  far  ottenere  coloro  che  hanno  ricevuto  la  prima  dose  di  Astrazeneca  il  risarcimento  dei  danni  patiti  anche  solo  per  rischi  corsi  sul  fronte  della  salute,  dopo  la  decisione  delle  autorità  sanitarie  di  vietare  il  vaccino  ai  cittadini  sotto  60  anni.  proprio  dalla  Basilicata  sono  giunte  migliaia  di  adesioni  manifestazioni  di  interesse  da  parte  dei  residenti,  che  hanno  spinto  il  Codacons  ad  organizzare  un  incontro  pubblico  sull’argomento  che  si  terrà  online  martedì  22  giugno  alle  11  sul  profilo  Facebook  dell’associazioneassociazione,  attraverso  un  webinar  dove  medici,  legali  ed  esperti  risponderanno  dubbi  domande  degli  utenti,e  illustreranno  l’azione  legale  volta  far  ottenere  ai  vaccinati  under-60  con  Astrazeneca  un  risarcimento  fino  10mila  euro  per  danni  morali  subiti.  Danni  derivanti  da  due  diversi  aspetti:  il  primo  legato  alla  paura  all’angoscia  per  aver  ricevuto  un  vaccino  che  ha  avuto  conseguenze  gravi  su  alcuni  cittadini  al  punto  da  portare  ad  una  modifica  del  piano  vaccinale.  Il  secondo  legato  alle  incertezze  connesse  alla  vaccinazione  eterologa,  ossia  la  somministrazione  di  un  vaccino  diverso  rispetto  quello  ricevuto  con  la  prima  dose.  Danni  quelli  da  rischio  sanitario  potenziale  riconosciuti  dalla  giurisprudenza  italiana,  come  dimostra  il  caso  Seveso  del  1976  il  più  recente  caso  Ilva,  con  la  sentenza  della  Corte  d’Assise  di  Taranto. 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox