26 giugno 2018

Mutuo a tassi usurari, il Tribunale condanna la banca al rimborso

La banca pignora la casa per inadempimento del mutuo, ma il Tribunale di Brindisi, accertata la natura usuraria del mutuo stesso, con sentenza ha dichiarato nullo il precetto e i conseguenti atti di esecuzione e ha condannato l’ istituto di credito a restituire all’ op ponente la somma di 17.531,66 euro, oltre interessi per 2.082,40 euro, imponendo a quest’ ulti mo di corrispondere, alle scadenze convenute, la sola quota capitale di ogni singola rata. A darne notizia è l’ avv. Vincenzo Vitale del Codacons Brindisi, che ha patrocinato in giudizio il mutuatario. «Nel 2007 racconta il legale – veniva stipulato un mutuo fondiario dell’ importo di 85.000 euro, da restituire in 180 rate mensili di 708,13 euro ciascuna. Fino al 2013, il contraente paga regolarmente le rate per un importo complessivo di 43.904,06 euro. Ma, successivamente, per problemi economici, non riesce a pagare alcune rate del mutuo. Prontamente la banca gli notifica un atto di precetto, con il quale gli intima il pagamento di un importo simile a quello erogatogli a titolo di mutuo, 74.406,47 euro, e procede al pignoramento della casa data in garanzia. Il mutuatario si vede costretto ad adire l’ autorità giudiziaria rilevando che il mutuo in oggetto presentava carattere usurario e che alla data del precetto non era moroso, essendo il debito in linea capitale inferiore alla somma pagata a titolo di interessi non dovuti». «In effetti, a seguito di opposizione all’ esecuzione – continua l’ avv. Vitale – il Tribunale accoglieva le conclusione formulate dal mutuatario e con sentenza parziale dichiarava che il mutuo è usurario considerato che il tasso di mora era superiore al tasso soglia. In conseguenza di tale usurarietà, nella stessa decisione rilevava che “le rate corrisposte sino alla data di notifica del precetto devono considerarsi corrisposte in conto capitale, con imputazione di quanto pagato in eccesso (cioè la quota interessi di ogni rata corrisposta) a somme indebitamente erogate, e quindi tali da determinare il decorso degli interessi in favore del mutuatario”. Con separata ordinanza disponeva Ctu al fine di accertare sia il l credito da capitale non pagato, sia il credito del mutuatario da interessi per le rate effettivamente corrisposte, operando le relative compensazioni». Istruita la causa, nei giorni scorsi è arrivata la sentenza con la quale il giudice, sul presupposto dalla gratuità del mutuo, ha condannato la banca al pagamento di quasi 20mila euro, rilevando «che il precetto fu intimato in data 26/3/2014, e che, a quel momento, il debito in linea capitale scaduto ammontava a 4.940,53 euro, a fronte di un credito da interessi indebitamente corrisposti per 22.472,19 euro, con un residuo attivo per il mutuatario pari a 17.531,66 euro». «In buona sostanza – afferma in conclusione l’ avv. Vincenzo Vitale – si è statuito che il pignoramento è nullo e che la banca dovrà restituire tutti gli interessi compresi nelle rate che erano state pagate prima della notifica del precetto, mentre per le rate a scadere dovrà pagare solo la sorte capitale».

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