Mutui usurari, c`è una novità
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Rimborsabili gli interessi dal 31/12/2000
«A distanza di più di un anno la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 29 depositata il 25-2-2002, si è pronunciata sulla vicenda dei mutui usurari. La Suprema Corte ha stabilito l`illegittimità del decreto legge 29-12-2000 n. 394 (convertito nella legge 24/2001) solo nella parte in cui era stato disposto che il tasso di sostituzione dell`8 per cento (per la prima casa e per importi sino a 150 milioni di lire) e del 9,96 per cento (per le altre tipologie) dovesse essere applicabile alle rate che scadevano successivamente al 02-01-2001.
I giudici della Corte hanno ritenuto che, vista l`urgenza del Governo di ricondurre ad equità i contratti di mutuo, divenuti eccessivamente onerosi a causa dell`eccezionale caduta dei tassi di interesse nel biennio 1998-1999, è manifestamente irragionevole differire anche se di pochi giorni l`efficacia dei tassi di sostituzione previsti dal decreto legge 394-2000 ed escludere che la norma possa esplicare i suoi effetti anche per le rate con scadenza il 31-12-2000. Pertanto, con tale pronuncia, viene stabilito che il tasso di sostituzione deve applicarsi a decorrere dal primo giorno di entrata in vigore del decreto legge 394-2000, e cioè il 31-12-2000 e non dal 02-01-2001.
Si apre pertanto la possibilità per i consumatori di poter richiedere agli istituti di credito il rimborso degli interessi pagati in più, rispetto alla misura del tasso di sostituzione, sulle rate scadute il 31-12-2000. Relativamente alla questione sul momento di valutazione dell`usurarietà la Corte ha aderito invece all`interpretazione del Governo che con il citato decreto (poi convertito nella legge 24-2001) aveva stabilito che dovesse essere effettuata al momento della pattuizione degli interessi, ovvero al momento di sottoscrizione del contratto di mutuo e non al momento del pagamento degli interessi effettuato rata per rata. E` evidente che con tale decisione si è voluto escludere il rimborso degli interessi sulle rate scadute anteriormente al 31-12-2000 il cui tasso di interesse sia risultato superiore ai tassi soglia pubblicati dal ministero del Tesoro in attuazione della legge sull`usura (legge 108-96).
Per i consumatori è una vittoria a metà in quanto da una parte si è aperta la strada per il rimborso degli interessi pagati in più, rispetto al tasso di sostituzione, sulle rate scadute il 31-12-2000 e dall`altra è stato escluso il rimborso degli interessi sulle rate anteriori al 31-12-2000 ancorchè il tasso applicato dalla banca (convenuto anteriormente all`entrata in vigore della legge sull`usura) sia stato superiore ai tassi soglia usurari. Pertanto il problema dei mutui usurari permane, in quanto vi sono ancora in corso contratti di mutuo stipulati nei primi anni `90 con tassi di interesse intorno al 20 per cento, chiaramente divenuti superiori alla soglia usuraria a far data dal 02-04-97 (data di prima pubblicazione dei tassi soglia) che hanno prodotto interessi elevatissimi pagati dai mutuatari sino al 31-12-2000.
Si tratta, evidentemente, di una vittoria dimezzata anche se importante: un primo mattone sul quale, grazie alla collaborazione fornita dai cittadini e l`impegno profuso dagli esperti delle associazioni consumeristiche, si ha l`obbligo morale di costruire un rapporto il più paritario possibile tra l`istituto bancario ed il cittadino. Dobbiamo quindi “capitalizzare“ la vittoria seppure parziale e dobbiamo indurre le banche a restituire ai cittadini utenti sino all`ultimo centesimo: per questo motivo il Codacons di Lecce ha predisposto un modulo di richiesta di restituzione degli interessi pagati in più sulle rate con scadenza al 31-12-2000».
Salvatore Avveduto
Responsabile sportello bancario Codacons
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