11 Gennaio 2013

Mutui, spendiamo 200 euro più dei tedeschi

Mutui, spendiamo 200 euro più dei tedeschi

 

 

ROMA In Italia è caro-mutui. Ad esempio: per un prestito a 20 anni di 300.000 euro in Italia alla fine bisogna restituire 438.205 euro cioè 41.772 euro in più rispetto allo stesso prestito chiesto in Germania dove il tasso è al 2,92% contro il 4,05% dell’ Italia (il minimo europeo è però in Finlandia con l’ 1,99%, il massimo in Portogallo con 4,40%). Una differenza che chiaramente si sente anche sulla sostenibilità mensile: un mutuatario italiano pagherà 1.826 euro al mese, il suo omologo tedesco 1.652, quasi 200 euro in meno, pari a 2.400 euro l’ anno. «In questi giorni lavoriamo a soluzioni per i mutui alle famiglie», ha detto ieri il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera su Twitter. E si riempiono le casse delle banche italiane: secondo i dati di Bankitalia, gli istituti di credito italiani hanno registrato a novembre 2012 un tasso di crescita del 6,6% contro il 4,7 di ottobre. La raccolta di obbligazioni è stata del 10,6% in calo rispetto a quella del mese precedente (11,9%). Nonostante l’ aumento di depositi, però, cala la quantità di prestiti erogati, che sono scesi dell’ 1,5 per cento su base annua: dello 0,3% per le famiglie, del 3,4% per le società. Per quanto riguarda i prestiti in sofferenza, hanno sfondato il tetto dei 62 miliardi con una crescita del 22 per cento su base annua, contro il 21,4% del mese precedente. Particolarmente in difficoltà il settore manifatturiero e quelle edile, fenomeno in crescita anche nel commercio (16,6 miliardi). Dopo la pubblicazione dei dati, il Codacons ha annunciato di voler presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano: «Vogliamo verificare come mai, nonostante i prestiti della Bce alle banche e la continua richiesta di finanziamenti da parte di famiglie e imprese sull’ orlo del fallimento, i prestiti siano sempre più in calo. Chiediamo alla Procura di accertare se esistano profili penalmente rilevanti. Vogliamo sapere come è possibile che tutte le banche non eroghino più denaro sia a privati che ad aziende. Cominciamo dalla Procura di Milano considerato che si tratta di una città chiave per l’ economia del Paese, ma non escludiamo ulteriori azioni legali» ha detto il presidente Marco Maria Donzelli. (Sis) E i consumatori vanno all’ attacco: «La crisi sistemica causata dall’ avidità dei banchieri ha prodotto l’ aumento della pressione fiscale, l’ aggravamento della disoccupazione, la fiammata dell’ inflazione, il record del debito pubblico, addossando costi occulti di 1.705 euro su ognuno dei 60 milioni di abitanti, per la disperazione delle famiglie e delle pmi». Lo sostengono in una nota Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori.

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