22 Ottobre 2009

Mutui, rate sospese per 110 mila famiglie

Mutui, rate sospese per 110 mila famiglie L´Abi propone un anno di moratoria per chi è in serie difficoltà finanziarie  
Ora bisognerà vedere se e come le banche aderiranno all´invito della loro associazione

 

ROMA – Un anno senza rate del mutuo da pagare, liberi di tirar fiato e concentrarsi sulle altre spese. E´ l´offerta che l´Abi, l´associazione bancaria, mette sul piatto per aiutare le famiglie a basso reddito ad uscire dalla crisi. Una sorta di moratoria in attesa di tempi migliori, simile a quella che gli istituti hanno già offerto, ad agosto, alle aziende e che sarà concessa solo a determinate categorie. I criteri di fondo sono già stabiliti, anche se i dettagli sul come attuare la sospensione di 12 mesi saranno precisati dopo incontri con il governo, enti pubblici e privati, sindacati e associazioni di consumatori. Si comincerà, comunque, dal prossimo gennaio: lo stop alla rata riguarderà chi ha perso il posto o è in cassa integrazione, la famiglia che ha cessato la sua attività di lavoro autonomo o dove è morta la persona che percepiva il reddito principale, quello si cui si faceva affidamento per far quadrare i conti. Inclusi anche i precari che non si sono visti rinnovare il contratto a tempo determinato o i co.co.pro rimasti senza collaborazione. Secondo la stessa Abi a trovarsi in queste condizioni sono circa 110-130 mila famiglie e il «piano» (approvato dal comitato esecutivo dell´Abi) dovrebbe raggiungere un valore complessivo di circa 8 miliardi. Poi bisognerà vedere se e come le banche vorranno aderire all´invito dell´associazione: non c´è infatti alcun obbligo da parte loro ad applicare le disposizioni, anche se alcuni dei maggiori istituti di credito hanno giù dato il consenso (da Intesa San Paolo al Banco Popolare, Mps, Bpm, Popolare di Vicenza). L´idea che sta all´origine di questo provvedimento, ha spiegato il presidente dell´Abi Corrado Faissola è quella di «rendere omogenei i diversi interventi realizzati sul territorio dalla nostre associate». Alcuni istituti, in realtà, nei mesi scorsi avevano già avviato operazioni simili per un periodo massimo di 18 mesi. E´ da tempo infatti che la recessione e la crisi del credito – sia per le imprese che per le famiglie – pesa sul sistema dei prestiti e dei rimborsi. Sono aumentate le sofferenze (le difficoltà a riscuotere): 20 per cento in più in un anno; frena la quantità di crediti concessi ai privati (aumentati dell´1,4 per cento a settembre rispetto allo stesso mese del 2008), i tassi dei mutui hanno raggiunto un minimo del 3,22 per cento. La situazione è drammatica, spiegano le associazioni di consumatori che pur plaudono all´iniziativa Abi, e certo la moratoria non basterà a sanarla. Adiconsum – convinta che una famiglia su cinque sia in condizioni tali da ottenere la sospensione delle rate – avrebbe preferito portare lo stop ai 18 mesi, «ma da qualche parte bisogna pur cominciare». Più critiche Federconsumatori e Adusbef che invitano le banche a fare di più e a «negoziare condizioni più favorevoli su interessi e durata dei mutui».  Il Codacons chiede invece di allargare la moratoria a tutte le famiglie che dimostrino una reale difficoltà, indipendentemente dal fatto che il lavoratore sia stato licenziato, sia in cassa integrazione o abbia deciso di chiudere il negozio.
 

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