2 Febbraio 2010

Mutui: parte la moratoria per le famiglie in difficoltà

ROMA Par te la moratoria dei mutui alle famiglie in difficoltà a causa di perdita del lavoro, cassa integrazione, invalidità o morte e che potranno sospendere il rimborso del pagamento delle rate per almeno 12 mesi. L’ iniziativa, "gemella" di quella già lanciata quest’ estate verso i debiti delle Pmi, riprende e rende organiche iniziative di singoli banche e prevede un accordo base stilato dall’ Abi e dalle associazioni dei consumatori a dicembre, cui hanno aderito già 187 banche, ovvero buona parte del sistema bancario italiano. In molti casi, peraltro, gli istituti di credito hanno ampliato e migliorato i termini dell’ intesa. Le famiglie colpite possono così presentare la domanda allo sportello della banca fino al 31 gennaio 2011 e, in caso di parere favorevole, entro 45 giorni vedranno sospesa la rata. Il bacino interessato dal provvedimento stimato dall’ Abi è di circa 110-130mila famiglie per un valore complessivo di circa 8 miliardi di euro. La sola Mps, che aveva anticipato un anno fa nelle linee essenziali il contenuto dell’ accordo Abi ha, fino a ora, sospeso 10mila mutui per circa 1 miliardo di euro.L’ accordo quadro prevede dei paletti nell’ accoglimento della domanda: un importo massimo del mutuo destinato all’ acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’ abitazione principale di 150mila euro, e un reddito dei clienti, che devono essere stati colpiti da un evento sfavorevole nel corso del 2009, di 40mila euro annui. Possono aderire anche quanti sono in ritardo nei pagamenti per un massimo di 180 giorni.Paletti che diverse banche, come ad esempio la Popolare di Vicenza, il Creval hanno allentato in tema di reddito e importo per allargare la platea a più soggetti possibili. Dalle associazioni dei consumatori si levano però delle voci critiche. L’ accordo con l’ Abi è stato firmato da 13 associazioni ma non da Adusbef e Codacons. Secondo quest’ ultima, risulta «sballata» la stima sul numero di famiglie interessate, «che non solo non saranno le 530 mila già in difficoltà con il pagamento delle rate, ma nemmeno le 130 mila stimate». Il Codacons consiglia ai consumatori di «aderire solo se in grave difficoltà con il pagamento». «Va accertata – aggiunge – la modalità di restituzione degli interessi non pagati, ossia la durata dei pagamenti, lasciata purtroppo alla discrezionalità di ogni singola banca». Inoltre, conclude il Codacons, «considerando l’ andamento dei tassi di interesse, non ha senso allungare il debito per pagare dopo tassi presumibilmente più a lti».

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