9 Giugno 2015

Mutui in ripresa, più 50% in tre mesi

Mutui in ripresa, più 50% in tre mesi

di Vincenzo Malatesta Nei primi tre mesi del 2015 i finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni crescono del 50,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si rileva durante l’anno passato un aumento degli acquisti di case con mutuo pari al 12,7 per cento, mentre la rata media a livello nazionale scende da 682 a 631 euro al mese; i prezzi degli immobili scendono: a fine 2014 l’importo medio risulta pari 146,6 mila euro, una dato inferiore del 3,5 per cento a quello di fine 2013. In un anno le compravendite aumentano del 13,9 per cento a Roma: il prezzo medio al metro quadro è 3.607 euro. Intanto nel 2015 la spesa per mantenere una casa, di proprietà o in affitto, diminuisce mediamente del 2 per cento.
Rapporto Abi
Secondo il rapporto Abi fra gennaio e marzo l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato a 7,897 miliardi di euro rispetto a 5,250 miliardi dello stesso periodo del 2014. Il tutto per merito di quantitative easing, il megapiano per rilanciare credito e consumi lanciato dal governatore della Banca centrale europea Mario Draghi. Ma attenzione: si tratta di un «trend molto distante dai valori pre-crisi del 2007, anno in cui vennero concessi mutui per 62,7 miliardi di euro», frena il Codacons. «Negli ultimi sette anni il valore dei mutui concessi ha subito una contrazione pari a 45,1 miliardi di euro».
L’ora del fisso
Risultano in sensibile incremento i finanziamenti a tasso fisso, che a marzo hanno raggiunto quasi il 35 per cento delle nuove erogazioni, mentre erano solo il 18 per cento dodici mesi prima. «Con il fisso sceso per la prima volta sotto il 2,50 per cento, anche su durate più lunghe, questo tipo di tassi è conveniente e permette di tenersi al riparo dal rischio di aumenti di costo della rata» spiega Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline.it. E il boom rilevato dall’Abi? «Ha interessato più che altro i valori assoluti di erogazione, mentre il numero di mutui erogati rimane comunque piccolo», avverte Mario Breglia, fondatore e presidente di Scenari immobiliari. E «la maggior parte» di quei finanziamenti in più risulta costituita da «surroghe, ossia ristrutturazioni di mutui in essere». Il meccanismo è semplice: il mutuo è trasferito a un’altra banca, si possono modificare il tasso del mutuo e la durata senza penali o costi accessori di qualsiasi natura a carico del cliente, il tutto con la contestuale estinzione anticipata del contratto in essere con il primo istituto. «Su mutui di lunga durata con una surroga si possono risparmiare fra i 30 e i 40 mila euro», calcola Anedda.
Meno costi
Il calo dei tassi dei mutui è fra i fattori che riducono i costi di mantenimento della casa, insieme con le diminuzioni più contenute degli affitti, nonché dal calo dei costi energetici, mentre a crescere sono soprattutto le voci relative al tributo sui rifiuti e al servizio idrico. L’osservatorio nazionale della Federconsumatori ha monitorato i costi di gestione di un appartamento-tipo nel 2015, vale a dire 90 metri quadrati in una zona semicentrale di una grande area metropolitana: si tratta di 1.693,45 euro al mese per un immobile in affitto (meno 32,69 euro al mese rispetto al 2014) e 1.151,20 euro al mese per un appartamento di proprietà (meno 25,19 euro al mese sull’anno precedente).
Interessi passivi, spesa detraibile
Si avvicina il momento delle dichiarazioni dei redditi e da Mutui.it arriva la guida alle agevolazioni fiscali. Restano detraibili al 19 per cento con il tetto di 4 mila euro gli interessi passivi dei finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione principale. Scaricabili anche gli oneri accessori: commissioni per l’intermediazione, spese notarili e di eventuali perizie. Niente benefici invece per le polizze vita spesso associate ai contratti. Sono agevolabili anche i canoni di locazione e il 19 per cento delle spese di affitto sostenute da studenti fuori sede (2.633 euro per studente). Non detraibili gli interessi passivi legati a mutui stipulati dal 1997 per l’acquisto della seconda casa (mentre per i contratti precedenti il massimo detraibile è 2.065 euro), o quelli accesi dopo il 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia.

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