17 Settembre 2021

Mutui, i tassi tornano a salire. Conviene ancora il tasso fisso o è meglio il variabile?

L’era dei tassi bassi per i mutui legati all’acquisto della casa potrebbe finire? Questa la domanda che diversi utenti hanno rivolto alla redazione del Corriere della sera dopo che l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, ha segnalato un lieve rialzo del tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni. Nel dettaglio il tasso medio è salito ad agosto all’1,47% dall’1,40% di luglio 2021. Ma cosa cambia quindi per chi deve comprare casa?
Al momento cambia poco. Come evidenziano da Abi si tratta di un rialzo lieve dei tassi tuttavia le associazioni dei consumatori parlano di situazione da monitorare. Scrive il Codacons: «Dopo un periodo di crollo delle richieste di prestiti e mutui causato dal lockdown, i tassi sono crollati ai minimi storici. Una buona notizia per quei consumatori che si apprestano ad accendere un mutuo e che potranno beneficiare del calo del costo del denaro, con sensibili risparmi sulle rate mensili. Speriamo che il livello dei tassi rimanga basso per tutto il 2022, e non segua il trend dell’inflazione che, purtroppo, ha rialzato la testa negli ultimi mesi e potrebbe portare a brutte sorprese per le famiglie nel corso dei prossimi mesi».
Resta da capire se per chi chiede un mutuo convenga optare per un tasso fisso o un tasso variabile. Dice Alessio Santarelli, direttore generale della divisione broking di MutuiOnline: «È prematuro parlare di un rialzo preoccupante dei tassi, nel caso dei fissi siamo abbondantemente sotto i livelli pre-pandemia. Basta guardare lo storico per capire che siamo ai minimi di sempre» (vedi tabella). Resta quindi ancora vantaggioso il tasso fisso sul variabile. «Pre-pandemia lo spread tra i due tassi arrivava anche a un punto, in quel caso aveva senso fare un ragionamento sul variabile per risparmiare. Oggi il tasso fisso per un mutuo a 20 o 30 anni è intorno all’1,1%, ancora estremamente conveniente».
Certo, non è detto che la situazione straordinaria duri per sempre. «Possiamo dire — sottolinea Santarelli — che comprare casa accendendo un mutuo in questo momento ha dei vantaggi evidenti. Al 2022 la situazione potrebbe cambiare in relazione all’inflazione e alle nuove scelte della Fed e della Bce». Che finora hanno contribuito a tenere a bada i tassi.
Un discorso analogo vale per le surroghe del mutuo. «Dopo il boom del 2020 adesso i volumi stanno rallentando. Anche in questo caso se si è intenzionati a surrogare è bene farlo ora che i tassi sono bassi. Aspettare potrebbe essere controproducente», aggiunge Santarelli.
In ogni caso il rialzo dei mutui sul lungo termine non dovrebbe impensierire i giovani che, mai come adesso, hanno la possibilità di comprar casa sfruttando le agevolazioni statali. Complice l’agevolazione all’acquisto di immobili per gli under 36 introdotta dal Decreto Sostegni Bis, sta infatti crescendo l’attenzione dei più giovani per il mattone e per la prima casa. Tanto che diverse banche stanno rimodulando la propria offerta. Molti istituti stanno ‘ integrando’ la garanzia sul mutuo all’80% offerta dal Fondo statale. Nel dettaglio il Fondo Prima Casa gestito da Consap copre un finanziamento non superiore a 250 mila euro per i giovani con un Isee fino a 40 mila euro ed è prevista la cancellazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale per chi ha i requisiti. Da Intesa a Credit Agricolè si stanno moltiplicando le offerte su misura con tassi ancora vantaggiosi. Per un mutuo di 120 mila euro a 25 anni le rate oscillano tra i 400 e i 500 euro mensili (vedi tabella). «Se si è giovani è bene valutare le ultime offerte proposte dalle banche anche perché alcune sono valide anche per chi ha un Isee familiare oltre i 40 mila euro», conclude Santarelli.

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