Mutui, famiglie sempre più in difficoltà
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Trentino extra
ROMA. Quasi il 5% delle famiglie che decide di accendere un mutuo non riesce poi a pagare le rate, la crisi ha così in parte intaccato la tradizionale propensione al risparmio degli italiani, considerati da sempre «formiche», restii a incollarsi debiti, soprattutto se non in grado di onorarli. Infatti, se da un lato il numero delle famiglie che ricorrono al prestito per acquistare casa rimane inferiore rispetto a quello di altri Paesi (13,1%) il tasso d’ insolvenza è, invece, alto: insieme a quello della Spagna, supera abbondantemente la percentuale media degli stati della Ue. A certificarlo è uno studio condotto da due economiste della Banca d’ Italia, Silvia Magri e Raffaella Pico. Dalla ricerca si estrapola anche l’ identikit del mutuatario inadempiente. Le possibilità di rimborso, infatti, diminuiscono per i senza lavoro, che registrano un tasso d’ insolvenza pari al 19%, per i single con figli (10,1%), per gli impiegati part-time (8,5%), per i precari (7,9%), per le classi d’ età tra i 44-54 anni (6,1%). E, naturalmente, per le fasce più povere, il 25% dei mutuatari con il reddito più basso presenta un tasso al 14,5%. L’ aumento del rischio di arretrati nel rimborso del finanziamento ha, ovviamente, messo in allarme le banche, che oltre a selezionare il cliente sono anche ricorse a strategie legate al prezzo, che sale con il crescere del pericolo default. Lo studio di Palazzo Koch è visto con preoccupazione dai consumatori: per Adusbef e Federconsumatori il dato sul tasso degli insolventi rispetto al totale della popolazione (0,6%), significa che ci sono 360mila mutuatari che rischiano di perdere la casa. Più in generale, per il Codacons sono mezzo milione le famiglie in difficoltà con le varie rate, oltre che con il pagamento del mutuo. Una situazione di difficoltà confermata dai dati del 2010 sui pignoramenti immobiliari, cresciuti del 31,8% rispetto al 2009.
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