Mutui, ecco la stangata in arrivo
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fonte:
- Il Piccolo
ROMA E’ già allarme mutui. L’ annuncio di un possibile rialzo dei tassi da parte della Bce pesa sulle rate dei contratti a tasso variabile. La stretta dell’ Eurotower è prevista in aprile ma l’ inversione di rotta della politica monetaria già si fa sentirte. E, secondo le associazioni dei consumatori, si prepara una vera e propria stangata. Diverse le simulazioni elaborate da Adusbef e Federconsumatori per calcolare l’ incidenza dell’ aumento dei tassi. Per un mutuo decennale di 100mila euro con il tasso che passa dal 2 al 2,25%, quindi con un aumento dei tassi di un quarto di punto, la rata passa da 920 a 931 euro e i maggiori oneri sono stimati in 11 euro al mese (132 euro l’ anno). In caso di rialzo dello 0,50%, la rata sale a 943 euro e il rincaro sarebbe di 23 euro al mese, 276 annui. Maggiori oneri per un mutuo di 100.000 euro di durata ventennale che passerebbe da 506 euro al mese a 518, con un aumento di 12 euro (144 euro l’ anno) nel caso di un incremento dello 0,25% dei tassi; gli oneri maggiori diventano pari a 26 euro mensili (312 euro l’ anno) nel caso la Bce dovesse aumentare di mezzo punto. Una maggiore stangata subirebbero i mutuatari con prestiti da 200.000 euro a 10 anni che, allettati dai tassi vantaggiosi, sono stati indotti ad indebitarsi a tasso variabile, con i ratei che passano da 1.840 euro mensili a 1.862 (+22 euro al mese,+ 264 euro annui) nella migliore delle ipotesi; mentre se i tassi dovessero aumentare dello 0,50% le rate salirebbero da 1.862 al mese a 1.866 euro (+46 euro mensili, che significa un maggiore esborso di 552 euro l’ anno). Doppio rincaro per un mutuo ventennale di 200.000 euro: un incremento del tasso dal 2 al 2,50 per cento comporterà un aggravio di 624 euro l’ anno (+52 euro mensili); nel caso di un ritocco della Bce di un quarto di punto, la rata mensile passa da 1.012 euro a 1.036 euro (+24 mese + 264 euro l’ anno). Il possibile aumento dei tassi da parte della Bce ad aprile, anche solo con un rialzo di un quarto di punto «metterebbe in difficoltà per il pagamento delle rate almeno 30.000 famiglie che attualmente riescono, invece, ad onorare ancora i loro debiti», afferma il Codacons, secondo cui la stretta monetaria «non avrà conseguenze solo sull’ onere del debito pubblico e sull’ aumento del costo dei mutui, ma anche su quello dei conti correnti».
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