22 Ottobre 2009

Mutui congelati per le famiglie in difficoltà

Dilazione delle rate sulla casa per un anno a partire dal primo gennaio

 
 ROMA Mutui congelati per 12 mesi per le famiglie in difficoltà. Consiste in questo e interesserà tra le 110 e le 130 mila famiglie per un valore complessivo di circa 8 miliardi, la moratoria annunciata ieri dall’Associazione bancaria italiana e che scatterà a partire da gennaio 2010. Dopo il piano per le imprese varato a inizio agosto, arriva quindi ora il "Piano famiglie" approvato dal comitato esecutivo dell’Abi che ha dato mandato al presidente Corrado Faissola e al direttore generale Giovanni Sabatini di avviare le azioni necessarie. La possibilità di sospendere il mutuo, per un anno, verrà concessa nei seguenti casi: cessazione dell’attività di lavoro autonomo; perdita del posto di lavoro; morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore del reddito che sosteneva la famiglia; cassa integrazione. La moratoria è stata accolta con favore dalle principali banche italiane: da Intesa SanPaolo al Banco Popolare, dalla Bpm al Monte dei Paschi di Siena, alla Popolare di Vicenza. Molti istituti ricordano tra l’altro di aver già lanciato nei mesi scorsi programmi simili volti a tutelare le famiglie mediante la sospensione della rata del mutuo, per periodi massimi fino a 18 mesi. Soddisfatti i sindacati. Annamaria Furlan, segretario confederale della Cisl con delega ai servizi, chiede però di non aspettare gennaio 2010 perché «le difficoltà da risolvere e gli aiuti da dare riguardano l’immediato». E il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, auspica «un segnale concreto in favore delle famiglie da parte del governo, con interventi mirati a sostenere i redditi attraverso, in primo luogo, un fisco più equo e leggero». Dello stesso parere il presidente delle Acli Andrea Olivero: «Ora spetta al governo fare la sua parte. Non bisogna dimenticare che ci sono anche tante famiglie in affitto». Sul fronte politico, la moratoria riceve anche il plauso del Pdci che chiede al governo di «procedere immediatamente ad analoga moratoria per i licenziamenti». Le associazioni dei consumatori invece si dividono.  Il Codacons, ad esempio, considera «positiva l’iniziativa solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, e che la sospensione valga per chiunque dimostri semplicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento, indipendentemente dal fatto di essere disoccupato, cassaintegrato o che sia morto un componente della famiglia». L’Adiconsum, invece, pur sottolineando che «la richiesta era per un periodo più lungo» rileva che «l’importante è iniziare a rispondere con un provvedimento concreto» e che alla moratoria è «interessata 1 famiglia su 5». «Accontentiamoci di questo pannicello caldo, ma certo non risolverà i problemi» afferma il presidente dell’Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari) Elio Lannutti, senatore dell’Italia dei valori, commentando la moratoria sui mutui annunciata dall’Abi per le famiglie in difficoltà. «Una sospensione del pagamento del mutuo dai 12 ai 18 mesi è una misura che può far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi che attraversa il Paese, ma è un po’ tardiva. L’Abi fa un po’ come il governo, non fa nulla e spera che "passi la nottata"».
 

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