4 Ottobre 2008

Mutui casa, tassi da record Le Borse provano a risalire

L e Borse rifiatano, i consumatori no. L’aspettativa di un via libera del Congresso Usa al piano anti-crisi ha trascinato al rialzo ieri tutte le piazze europee, anche sulla scia dell’avvio positivo di Wall Street. Piazza Affari ha chiuso a +2,58%. La tensione sui mercati finanziari resta però molto alta come dimostra il nuovo livello record raggiunto dall’euribor (5,34% quello a tre mesi) il tasso interbancario dell’area euro. Un’ennesima tegola per tutti coloro che stanno rimborsando un mutuo a tasso variabile, il cui andamento è agganciato appunto all’euribor. Le rate ora saliranno ulteriormente, con il rischio di compromettere l’equilibrio di molti bilanci familiari. Ma la crisi di liquidità sta facendo crescere per tutti, cittadini e imprese, i costi dei finanziamenti. Le Borse. La svolta, in una giornata incerta e con i mercati europei in lieve flessione, l’ha data Wall Street. L’apertura in rialzo della piazza newyorkese ha contagiato le Borse del vecchio continente che hanno chiuso con vistosi rialzi dopo la flessione di giovedì. I mercati hanno scommesso sul voto positivo del Congresso al piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari e anche su un intervento coordinato anti-crisi dei governi europei in occasione del vertice di oggi a Parigi con Francia, Italia Gran Bretagna e Germania. Proprio Parigi ha messo a segno un recupero del 3% e a Francoforte il Dax ha recuperato il 2,41. Vola anche Amsterdam (+4%) e Madrid (3,52%) mentre Piazza Affari ha chiuso con il Mibtel in rialzo dell’1,82% e l’S&P Mib del 2,59%. Ovunque a trainare la ripresa i titoli bancari. A Milano Unicredit ha guadagnato il 9,6%, Bpm l’8,20%, Mediolanum il 3,80%, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare entrambi quasi il 3,5%. Dopo l’ok al piano, però, la Borsa Usa ha contenuto i guadagni e al listino serale Piazza Affari ha virato in negativo, anticipando una riapertura difficile lunedì. I mutui. Nonostante la Banca centrale europea stia preparando il terreno ad un taglio del costo del denaro (secondo gli economisti 25 o 50 punti base forse già il prossimo mese), il tasso euribor a tre mesi è volato ieri mattina al nuovo record del 5,34%, salendo per il terzo giorno consecutivo. Anche il tasso a un mese è ai massimi: 5,13%. L’euribor è il tasso a cui le banche si prestano denaro tra loro. E l’aumento è la spia di una scarsa circolazione di denaro e del maggior rischio per chi concede il prestito. Per i comuni mortali l’effetto immediato, a volte dirompente, è quello di trascinare al rialzo le rate dei mutui a tasso variabile, tutti agganciati a quell’indice. In poco più di un anno il tasso trimestrale (era al 4,27% nel luglio 2007) è salito di oltre un punto: per un mutuo ventennale da 150mila euro ciò significa un rincaro della rata di quasi cento euro al mese. In condizioni normali l’euribor dovrebbe essere di pochi centesimi superiore al tasso ufficiale di sconto fissato dalla Bce mentre oggi il differenziale supera ampiamente l’1%.  «A pagare davvero, come sempre, sono le famiglie», commenta il Codacons, che chiede al governo di «svegliarsi ed emanare subito quanto previsto dalla legge finanziaria del 2007, ossia il regolamento che consentirà al cittadino in difficoltà di poter sospendere il pagamento del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa, fino a 18 mesi». Dai consumatori anche il consiglio, per chi sta rimborsando un variabile, di cercare di trasferire (surroga) il mutuo a una nuova banca.
 

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