11 Gennaio 2012

Mutui, Bancomat e Spese più Mercato allo Sportello   

Mutui, Bancomat e Spese più Mercato allo Sportello 
 

 
Cambiando il punto di osservazione, il risultato non cambia. Sul settore bancario sia i consumatori sia l’ Antitrust si concentrano sugli stessi nodi. E chiedono al governo di tenerne conto nel decreto che si ripropone di dare nuovo impulso alle liberalizzazioni. Il problema è sempre lo stesso, l’ assenza di una reale concorrenza, che per i consumatori passa innanzitutto attraverso una maggiore trasparenza. Il mercato bancario è già liberalizzato ed è lontano il tempo in cui la Banca d’Italia stabiliva quanti sportelli potesse aprire un istituto di credito. Ora il problema è spostato su un altro piano. L’ assicurazione sul mutuo «I nostri costi bancari sono tra i più elevati a livello internazionale», denuncia il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti: «In questo momento c’ è un grosso problema sui mutui. Le banche applicano uno spread esagerato. Ed è un problema. Poi c’ è la questione delle polizze assicurative vendute contestualmente al finanziamento». Su questo punto si è espressa direttamente anche l’ Antitrust nelle «Proposte di riforma concorrenziale», in cui ha chiesto all’ esecutivo che sia disciplinato «il conflitto tra le attività di intermediazione delle polizze assicurative e le attività di finanziamento da parte della banca beneficiaria della polizza». L’ Authority la definisce «una pratica commerciale scorretta» e considera «essenziale intervenire in primo luogo sul fronte della trasparenza, completezza e qualità dell’ informazione resa al cliente mutuatario», a cui non sarebbe spiegato in modo chiaro l’ effettiva necessità della polizza né l’ incidenza sul prezzo finale. L’ Antitrust rafforza quanto già espresso dall’ Isvap sulla «necessità di separare il ruolo della banca come beneficiario della polizza dalla funzione di intermediario della stessa polizza, escludendo che tali due posizioni confliggenti (che vedono l’ intermediario collocare una polizza a suo vantaggio) possano essere contestualmente assunte». Anche l’ Adiconsum ha segnalato il problema. Per il segretario generale Pietro Giordano «va scisso il mercato dei mutui e delle assicurazioni e un cliente non deve essere costretto a sottoscriverli contemporaneamente: la banca presta i soldi e guadagna sull’ assicurazione. Alla fine scarica sul consumatore il rischio d’ impresa». L’ effetto della separazione del mercato introdurrebbe secondo l’ Antitrust «meccanismi competitivi nell’ offerta dei singoli prodotti – mutuo e polizza – che nell’ attuale abbinamento vedono costi di intermediazione significativamente elevati, sintomo di una insufficiente pressione concorrenziale da parte degli operatori attivi su altri canali». Le commissioni interbancarie Ogni operazione ha un costo, per il cliente verso la banca ma anche tra un istituto di credito e l’ altro. L’ Antitrust ritiene necessarie modifiche ai criteri di definizione delle commissioni interbancarie, specie ora che il governo ha abbassato a mille euro il tetto per il pagamento in contanti e dunque aumenteranno le transazioni elettroniche. L’ Adiconsum si spinge oltre e chiede che «le banche si assumano i costi: la tracciabilità consentirà loro di risparmiare nel lungo periodo – spiega Giordano -. Gestire meno contante vuol dire avere meno costi, meno sportelli… Se un cittadino è costretto ad aprire un conto corrente, il prezzo non dovrà cadere su di lui». Secondo l’ Antitrust è «necessario prevedere l’ eliminazione di qualunque riferimento a prezzi (massimi o minimi) relativi alle commissioni applicate agli esercenti» dagli istituti di credito. E questo perché rischierebbe di alterare le corrette dinamiche della concorrenza. Infatti, dato un prezzo massimo, l’ effetto probabile sarebbe un allineamento a quella cifra. L’ obiettivo finale dell’ Authority è di rendere i negozianti indifferenti al tipo di pagamento, che sia in contanti o con carte di credito. Fondamentale anche in questo caso è la trasparenza. Il punto d’ arrivo dovrebbe essere il «trasferimento a valle delle riduzioni delle commissioni interbancarie». Ciò permetterebbe quell’«effettivo controllo dei costi, spesso nascosti», auspicato da Carlo Rienzi del Codacons. L’ associazione dei consumatori lancia una provocazione: «Eliminare l’ Abi perché fa i cartelli, dovrebbe essere sciolta. Ha contribuito a tenere alti i prezzi». La governance Seppure argomentato in modo diverso, il tema del cartello bancario ritorna anche in un’ osservazione dell’ Antitrust sulla «governance nel settore bancario, assicurativo e finanziario». Nell’ articolo 36 del decreto «salva Italia» il governo Monti aveva recepito le indicazioni dell’ Authority sul cumulo di incarichi e ha stabilito che «è vietato ai titolari di cariche negli organi gestionali, di sorveglianza e di controllo e ai funzionari di vertice e di imprese o gruppo di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativi e finanziari di assumere o esercitare analoghe cariche in imprese o gruppo di imprese concorrenti». Per l’ Antitrust tuttavia deve «essere esplicitato, al fine di superare dubbi interpretativi e assicurare il pieno sviluppo di un contesto competitivo, che tale divieto abbia a oggetto l’ insieme delle attività svolte dal gruppo». Insomma, l’ obiettivo è evitare lo scambio naturale di informazioni tra concorrenti, che fa venire meno l’ incertezza sulla politica commerciale dell’ altro, creando di fatto una sorta di cartello continuo. L’ Autorità garante della concorrenza e del mercato fa anche un esempio: chi riveste cariche in gruppi bancari, che svolgono anche attività nel settore assicurativo e finanziario, non potrebbe rivestire alcuna carica in gruppi assicurativi e finanziari, e viceversa. Per i consumatori, comunque, in questo momento la vera urgenza nel settore bancario è l’ accesso al credito: «È necessario fare in modo che gli istituti ricomincino a prestare denaro a famiglie e aziende – insiste il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – specie le piccole banche, magari agevolandole dal punto di vista fiscale». Il nodo prestiti è uno dei punti di discussione con l’ Abi, che ha aperto al confronto. 

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