Mutui assicurati «La pratica aggira il decreto»
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fonte:
- Corriere del Trentino
TRENTO – «Molte banche chiedono di contrarre un’ assicurazione alla stipula del mutuo e solo pochissimi dei clienti lo fanno all’ esterno della propria banca. Il problema esiste anche qui». Così Gloria Canestrini, presidente del Codacons del Trentino Alto Adige, dopo l’ appello dello Sna pubblicato sul Corriere del Trentino di domenica: il decreto Salva Italia, che vieta alle banche di vendere proprie polizze a chi apre un mutuo, viene aggirato perché gli operatori agli sportelli hanno gli obiettivi di budget da raggiungere. Canestrini spiega: «Sono cambiate le formule e le proposte: formalmente l’ assicurazione ha un rapporto causale distinto dal mutuo, ma di fatto non è così. Il legislatore non può comunque vietare le stipule contrattuali volontarie». Il decreto Salva Italia mette in mostra i propri limiti laddove la legge sfuma nella prassi. La presidente precisa: «Il decreto prevedeva stringenti obblighi d’ informazione. Invece gli utenti che si rivolgono al Codacons spesso non hanno un’ informazione piena». La battaglia tra banche e consumatori si gioca ora sul fronte dell’ informazione. La presidente mette in guardia: «L’ informazione resta fondamentale: occorre attenzione al momento della stipula, non è vero che non esiste un potere contrattuale». L’ uso frequente dei contratti per adesione sembra infatti aver convinto gli utenti dell’ impossibilità di negoziare le singole clausole. Sul punto Canestrini ricorda: «Il potere contrattuale c’ è. Già il fatto di accedere ad un finanziamento dimostra l’ appartenenza ad una fascia ristretta di popolazione, munita di garanzie». Conviene quindi prevenire piuttosto che curare, specie laddove le polizze si vanno ormai diffondendo anche per mutui di piccola-media entità. La presidente evidenzia: «Queste polizze vengono proposte anche per mutui pari a 10-20.000 euro. L’ utente si lamenta solo in una fase successiva. Se però il rapporto è fondato su un consenso informato, validamente instaurato, diventa difficile ottenere una tutela». La libertà del consumatore si pone quindi a monte della stipula e non a valle del contratto, come molti potrebbero ritenere. Sul punto la presidente è chiara: una volta che il contratto c’ è ed è validamente instaurato, con un consenso informato e valido, non si può più intervenire. Le cose continuano ad andare così per un discorso di rapporto fiduciario tra banca e cliente. La presidente spiega: «Chi si presenta con un problema di questo tipo è spesso ormai fidelizzato dalla propria banca: questa opera con assicurazioni convenzionate, finendo con il guadagnare sia sul mutuo che sulla polizza». Stefano Festi RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefano festi
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