12 Luglio 2002

Mutue, un coro di «no»

Contrari anche medici di famiglia e parte del mondo sanitario. Il ministro: nessun pericolo

Mutue, un coro di «no»

Le opposizioni e i sindacati: sarà la sanità dei ricchi





ROMA Non è bastato dire, sperimentali, finalizzate al sistema delle prestazioni sanitarie socio-assistenziali, e soprattutto, che ci vorranno anni per farle decollare. La proposta di dare via libera alle mutue ha sollevato polemiche vivaci.
Il viceministro dell`economia Giuseppe Vegas dice che la possibilità di sottoscrivere polizze sanitarie sia integrative che sostitutive «produrrà una riduzione della domanda e quindi i servizi miglioreranno». Ma lo stesso sottosegretario alla sanità Cesare Cursi invita a procedere con «grande cautela» perchè, afferma, «è un tema delicato che tocca le categorie fragili, come gli anziani e i malati cronici, che hanno più bisogno di assistenza».
Per il presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni, Enzo Ghigo la proposta contenuta nel Dpef «è innovativa», tuttavia ci sono aspetti che vanno approfonditi.
Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna sostiene che si vuole costruire un doppio sistema sanitario, che fa un po` di assistenza per i deboli ed esclude i ricchi.
Un no alle mutue è venuto dal segretario della Cisl Savino Pezzotta: la Cisl «è contraria a forme sostitutive del servizio sanitario nazionale, che continuiamo a ritenere debba rimanere pubblico». E Sergio Cofferati aggiunge che una eventuale introduzione delle mutue sanitarie «avrà effetti particolarmente pesanti sulla parte più debole della popolazione». Per il leader della Margherita Francesco Rutelli la bocciatura è totale: si smantella il servizio pubblico. Mentre per l`ex ministro della sanità Rosy Bindi «è in atto un processo di privatizzazione del diritto alla salute che mette a rischio l`esistenza stessa del servizio sanitario nazionale».
Uniti i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl, Uil: quello che avevamo da tempo denunciato sta accadendo attacca in una nota lo Spi-Cgil- il Governo nel Dpef sferra un poderoso e definitivo attacco al sistema sanitario pubblico». «Siamo alla politica dell`abbandono – affermano Natoli e Livia Turco dei Ds – di chi ha più bisogno, riservando le funzioni del Ssn ai giovani e in buona salute. Si cancella il Ssn».
Dubbi e no convinti alla proposta vengono avanzati dal mondo sanitario ( medici di famiglia, ospedalieri e dall`ordine dei medici) e anche da alcune associazioni come il Tribunale del malato, il Codacons.
Ma il ministro della salute Girolamo Sirchia rassicura: «non vedo assolutamente alcun pericolo per nessuno». E il sistema sanitario attuale «non verrà intaccato». Insomma, non ci saranno due sanità per i poveri e per i ricchi. E poi sono solo proposte: «è un percorso che si deve cominciare ad attuare le giro di qualche anno».

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