21 Giugno 2021

Museo di Velia, non c’è ancora il progetto

VALLO DELLA LUCANIA . Se solo si pensi che a Velia fiorì la Scuola Eleatica dove Parmenide fondò la “teoria dell’Essere”, e che a Velia soggiornarono Cicerone, Pluto e Orazio, e che qui nacque anche una scuola di Medicina che poi contribuì alla fama di quella della Scuola Medica Salernitana, appare chiaro che la carenza di una struttura museale che custodisca gli straordinari reperti archeologici non è più tollerabile. È la sintesi di quanto ribadito nel corso dell’incontro che si è svolto ieri mattina all’Alin Village di Vallo della Lucania, promosso dal senatore Franco Castiello. Assente il Parco archeologico di Paestum Velia e dunque gli interrogativi, sul progetto relativo al Museo di Velia, sono rimasti sostanzialmente senza risposte.
L’obiettivo dell’incontro serviva anche per raccogliere, presentare e far confrontare in un unico contesto le idee più diverse sul Museo di Velia. «Occorre dotare il Parco archeologico di un museo di superficie che non sia solo una vetrina espositiva ma un laboratorio per lo studio dei reperti», ha detto il senatore Castiello che ha aperto i lavori. L’idea di un «museo deposito» proposto da Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, non piace. «Ma va messo in sicurezza perché i reperti non si ammalorino. È indispensabile un museo di superficie, la galleria soffre di infiltrazioni d’acqua, che ne hanno portato il grado di umidità a livelli elevati e non presenta tratti intermedi di uscita. Ma il problema più grave e più costoso da risolvere resta comunque quello della deumidificazione, condizione essenziale per la buona conservazione dei reperti. Potrà essere utilizzata tutt’al più come strumento ausiliario del museo di superficie ma è giusto che venga ammodernata e resa funzionale per la custodia dei reperti stessi», ha sottolineato Castiello.
«Non abbiamo ancora visto un progetto, – ha detto la presidente del Comitato per l’Essere di Elea Velia, Caterina Cammarano – L’assenza del Parco qui è una grave mancanza di trasparenza, una mancanza nei confronti del territorio». Sul museo la restauratrice ha sottolineato che «è una struttura complessa dove al di là delle sale espositive variamente articolate sono presenti laboratori e depositi, laboratori per lo studio di reperti, spazi in grado di raccontare i collegamenti con gli altri siti collegati a Velia». Il presidente dell’associazione Genius Loci Cilento, Giuseppe Di Vietri,ha evidenziato che «prima di parlare di museo ipogeo e di superficie bisognerebbe ragionare su a cosa serve un museo. Bisogna inserire un discorso sul museo in un’ottica di riqualificazione territoriale più ampia, quella della Kora Velina, riprendendo per la programmazione 2021/2027 un masterplan per Elea Velia riprendendo tutti i progetti non ancora realizzati, dello studio di fattibilità del ’93, nel Pit Grande attratto Paestum Velia dei primi anni Duemila, come quelli contenuti nella Legge Daniele».
Parla di sistema museale il sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo: «Bisogna coinvolgere tutti. Nessuno finora ha mai prodotto una progettazione. Servirebbe un accordo di programma con gli uffici tecnici dei comuni per realizzarlo tra un anno». Presenti al dibattito anche i parlamentari Felicia Gaudiano, Sergio Puglia e Cosimo Adelizzi oltre all’archeologo Mammato. Tra i relatori anche Bartolomeo Lanzara, presidente del Codacons Cilento, che si è battuto da anni per il sito. «Le decisioni non possono essere calate dall’alto. È una battaglia di tutti».
Marianna Vallone
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox