6 Giugno 2021

Muro crollato, chiesto il processo per due

LA  PROCURA  di  Catanzaro  ha  chiesto  il  rinvio  giudizio  di  due  persone  l’assoluzione  di  una  terza  nell’ambito  dell’inchiesta  sul  crollo  di  un  muro  di  contenimento  di  una  rampa  di  accesso  al  nuovo  tracciato  della  statale  106  in  località  Germaneto  di  Catanzaro.  Il  processo  è  stato  chiesto  dal  pm  Francesco  Bordonali  per  Alessio  Marino  Ajmone  Cat,  di  60  anni,  di  Milano,  ingegnere  progettista  della  Astaldi  Spa  per  Michele  Mele,  di  79  anni,  di  Bari,  ingegnere  collaudatore  statico.  Il  pm  ha  chiesto  l’assoluzione  per  non  aver  commesso  il  fatto  nei  confronti  di  Antonio  Bevilacqua,  di  56  anni,  di  Palermo,  ingegnere,  direttore  dei  lavori  del  tratto  stradale.  Sui  rinvii  giudizio  sulla  posizione  dell’abbreviato  il  gup  Antonio  Battaglia  deciderà  il  prossimo  15  ottobre.  Nel  corso  dell’udienza  davanti  al  Gup,  Bevilacqua,  difeso  dall’avvocato  Nicola  Carratelli,  ha  sostenuto  che  in  qualità  di  direttore  dei  lavori  non  aveva  nessun  obbligo  di  rivedere  gli  elaborati  del  progetto  ed  ha  rivendicato  la  correttezza  del  proprio  operato.  difensori  di  Aimone  Mele  – gli  avvocati  Aldo  Casalinuovo,  Francesca  Carangelo  Francesco  Tocci  – hanno  chiesto  il  proscioglimento  perché  il  fatto  non  sussiste.  Secondo  legali  al  primo  manifestarsi  della  fessurazione,  il  26  maggio  2017,  l’area  è  stata  interdetta  al  traffico  lo  scivolamento  del  muro  è  avvenuto  giugno.  Manca,  secondo  difensori,  l’elemento  del  pericolo  per  la  pubblica  incolumità,  elemento  costitutivo  del  reato  di  disastro  colposo.  Nella  loro  relazione,i  periti  nominati  dal  gup,  sentiti  il  18  gennaio  scorso,  hanno  sostenuto  che  il  crollo  della  rampa  di  accesso  è  stato  causato  da  un  errore  progettuale  legato  un  cattivo  sistema  di  drenaggio  dell’acquaacqua,  senza  tubi  di  scolo,  che  ha  causato  un  letale  ristagno  di  acqua.  Nel  processo  si  sono  costituite  arti  civili  l’Anas  e  il  Codacons. 

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