30 Marzo 2018

Muratore senza paga da mesi si impicca nel parco a 53 anni

TORINONon riceveva lo stipendio da un anno, nonostante ogni giorno si recasse a lavorare come carpentiere. Aveva provato a farlo presente al suo capo, un albanese che a Torino gestisce un’ impresa edile, ma in risposta aveva ricevuto solo minacce e ricatti: «Ti do i soldi e poi ti licenzio, così la smetti di discutere». Parole dure, che non sembravano lasciare speranza. Per questo Ivan Simion, 53 anni, si è tolto la vita mercoledì. Si è impiccato a un albero nel parco di Stupinigi (foto), alle porte di Torino. Arrivava dalla Romania e, con la sua famiglia, era in Italia da una decina d’ anni. Nell’ ultimo periodo, però, le cose non andavano bene. Lo stress e la depressione, i problemi economici e l’ epatite C, malattia che lo indeboliva molto: lui, ad andare avanti, non ce la faceva più. Dopo pranzo, a bordo della sua Fiat Panda, ha accompagnato la moglie dalla signora da cui faceva le pulizie. «Ti passo a prendere dopo», le ha detto, come se nulla fosse. Poi, però, si è recato al parco e non è più tornato. La donna, preoccupata, ha provato a chiamarlo al cellulare e a cercarlo. Poi ha contattato i carabinieri di Orbassano. L’ uomo ha lasciato in casa un biglietto «Perdonami… addio». Un saluto insieme a qualche disposizione per il funerale e per riprendersi i soldi dalla ditta dove lavorava. Quei soldi che gli spettavano di diritto e che gli servivano per occuparsi della famiglia. Ora saranno i militari a fare luce sulla vicenda. «La Procura di Torino deve accertare le responsabilità dell’ azienda per cui lavorava il carpentiere, verificare se vi siano stati mancati pagamenti o altri comportamenti che hanno spinto l’ uomo a uccidersi», dichiara, in una nota, il Codacons. Che aggiunge: «in caso di omissioni da parte dell’ azienda, i titolari dovranno essere indagati per istigazione al suicidio».

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