Mura, siluro di Di Maio «Deve dimettersi subito»
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fonte:
- L`Unione Sarda
Il Movimento 5 Stelle chiude le porte in faccia ad Andrea Mura, arrivato al capolinea dell’ avventura con i pentastellati. Non serviranno chiarimenti e non ci sarà appello visto che a mettere il cerchietto rosso sul velista è stato lo stesso leader Luigi Di Maio: «Avrebbe già dovuto dimettersi». Mario Puddu anche se «umanamente vicino e rispettoso del momento che sta vivendo Andrea», ricorda il rigore del Movimento e «il dovere di dare risposte ai cittadini. Mi aspetto una decisione sul suo futuro da politico e sono convinto e spero che faccia la scelta giusta». Una tempesta nel giorno in cui si sono chiuse le regionarie dei penstastellati che aspirano a una candidatura per le regionali. Il modello è sempre blindato, l’ unica certezza è che Puddu sarà in corsa per la candidatura a governatore e l’ ex senatore Roberto Cotti per il Consiglio regionale. Inoltre, agli aspiranti è proibita l’ autopromozione sul web e quindi difficilmente ci saranno annunci sui social. L’ ADDIO Di Maio non usa scorciatoie per dare l’ addio a Mura, colpevole, inoltre, di dichiarazioni «inaccettabili». L’ alternativa da «testimonial» non regge perché «i parlamentari sono privilegiati e sono i primi che devono stare chiusi lì dentro a lavorare sui provvedimenti». Poi, aggiunge: «Quelle considerazioni, unite al livello di assenze dovrebbero indurlo a dimettersi». Aggiunge il carico anche Di Battista che invita Mura «ad andare pure in barca, senza essere parlamentare e restituendo gli stipendi che ha preso fino a oggi senza aver lavorato adeguatamente». Eppure, il comportamento di Mura non dovrebbe essere una sorpresa, visto che il deputato, intervistato da Videolina il 28 gennaio scorso, in occasione della presentazione dei candidati diceva: «Non posso perdere il contatto con il mare. Non sarà facile coniugare i due impegni ma è anche vero che le regate si concentrano in un periodo molto breve». IL RIGORE Davanti alle regole dell’ M5S non c’ è amicizia che tenga, nemmeno quella che Puddu riserva ad Andrea Mura. «Il Movimento ha un suo rigore e anche se non reputo giusto il linciaggio e sono solidale con lui, il nostro dovere è dare risposte e lo dico da ex sindaco e coordinatore della campagna elettorale». LA TEMPESTA Il Movimento 5 Stelle cerca di uscire da una situazione imbarazzante e lo fa tentando di superare al più presto questa tempesta che nasconde, però, anche qualche crepa tutta sarda sulla scelta del candidato per il collegio uninominale. La vicenda di Mura è un problema per i pentastellati, impegnati a tenere a bada la rete sempre più sul piede di guerra. Ci tenta la deputata Emanuela Corda, «orgogliosa del nostro progetto che non sarà un Mura o chiunque altro a offuscare». Ci sono alcuni passaggi, però, che evidenziano una certa tensione anche tra i 5 Stelle sardi perché più volte Corda ha ribadito che la candidatura di Mura all’ uninominale «è stata una scelta, qualcuno l’ ha condivisa qualcun’ altro no». Corda tranquillizza la rete: «il Movimento sarà implacabile», e invita a «concentrarsi sulle cose buone che stiamo facendo, grazie agli attivisti che lavorano con passione». LO STIPENDIO Arriva un nuovo affondo dal deputato Ugo Cappellacci in riferimento alle dichiarazioni di Mura sui 20 mila euro di onorevole stipendio e sul fatto che avrebbe guadagnato di più se avesse fatto solo il velista. «Innanzitutto non è vero che prendiamo 20 mila euro, ma abbiamo un’ indennità di 5.000 euro più 7mila che servono per un collaboratore con contratto regolare e le spese come l’ affitto della casa». Chiariti i conti, Cappellacci ribadisce che «per un parlamentare che lavora onestamente è sufficiente, ma chi non sta mai a Roma si tiene tutti i soldi in tasca». Dunque se Mura ritiene di fare un calcolo di convenienza «non è una cosa che fa onore e vada a fare altro». DENUNCIA CODACONS Per il velista arriva un’ altra tegola, questa volta dal Codacons che lo ha denunciato alla Procura della Repubblica di Roma. L’ esposto chiede di procedere penalmente perché «non esistono giustificazioni», dice il presidente Carlo Rienzi, «il deputato ha ricevuto un preciso mandato da parte dei cittadini che lo vincola a svolgere il proprio ruolo nelle sedi opportune, e tra queste non rientrano barche a vela e vacanze in mare».
Matteo Sau
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