22 Novembre 2017

Muore per un aneurisma ma per i medici era stress

ROMA La procura di Roma ha aperto un’ inchiesta sulla morte di una studentessa di 14 anni del liceo classico Orazio, avvenuta il 6 novembre scorso in classe. L’ indagine è stata avviata dal pm Giovanni Musarò, che ha disposto l’ autopsia affidando il caso al pool che si occupa delle colpe professionali. A denunciare i fatti è stato l’ avvocato di famiglia, Giuseppe Rombolà, sottolineando che dopo essersi sentita male a scuola, la ragazza fu visitata al pronto soccorso dell’ ospedale Pertini dove le fu diagnosticato un affaticamento da stress. Si trattò invece di un aneurisma cerebrale tanto che la studentessa fu trasportata al Bambin Gesù, per essere sottoposta a un intervento, solo alcune ore più tardi. La ragazza morì nel pomeriggio. I FATTI Secondo l’ avvocato Rombolà, dopo il malore la studentessa, che lamentava un forte mal di testa, fu portata in ambulanza al Pertini dove venne raggiunta dalla madre. Qui rimase in osservazione per due ore. Alle 11.30 fu sottoposta a tac dalla quale risultò che in realtà aveva un’ aneurisma. L’ INTERVENTO Si decise così il trasferimento in ambulanza al Bambin Gesù dove la ragazza arrivò, quasi un’ ora dopo, in condizioni disperate e quindi sottoposta a un intervento chirurgico dopo il quale morì. Secondo l’ avvocato «siamo in presenza di una tragedia che ha colpito una ragazza assolutamente sana fino a quel momento. Lotteremo perché vengano accertate tutte le responsabilità». IL MINISTRO Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha disposto l’ invio della task force all’ ospedale Pertini. Il gruppo, formato da esperti dell’ Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), carabinieri del Nas e ispettori del Ministero, comincerà a lavorare nelle prossime ore. IL CODACONS «Se confermati i fatti così come denunciati dalla famiglia della 14enne, ci troveremo di fronte all’ ennesimo scandaloso episodio di malasanità nella capitale», ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi. «Ora la magistratura dovrà compiere le dovute verifiche, ma è scandaloso che nel 2017 possano registrarsi ancora simili episodi in Italia – ha aggiunto -. Il ministro Lorenzin, che a seguito di tali tragedie si appresta sempre a mandare ispettori negli ospedali per svolgere non si sa quale attività, farebbe bene a disporre ispezioni prima che avvengano disgrazie come quella registrata a Roma e non dopo».

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