15 settembre 2018

Muore soffocato, incubo blackout

Tutta la palestra Boulder&Co è in lutto per la scomparsa del 14enne Igor Maj. Il ragazzo è stato trovato senza vita nella sua abitazione milanese giovedì 6 settembre. Dietro alla sua scomparsa sembrerebbe aleggiare lo spettro del “Blackout”, un gioco subdolo nato sul web che consiste nel privarsi dell’ aria per periodi sempre più lunghi fino a svenire per poi riprendere conoscenza. La notizia ha sconvolto tutta la palestra di arrampicatori agratesi, dove Igor si allenava, tant’ è che la società ha deciso di annullare la festa di apertura dei corsi programmata per la giornata di ieri: «Con immenso dolore comunichiamo che Igor Maj è mancato all’ affetto dei suoi cari – si legge sulla pagina Facebook della società-. Tutta la palestra, la squadra e lo staff si stringono in cordoglio ai genitori, al fratello e alla sorellina. Ciao Igor, ci mancherai, per noi ci sarai sempre». Il nome del ragazzo (i cui funerali si sono svolti giovedì a Lambrate) è stato reso noto via web proprio dalla famiglia, attraverso un lungo messaggio pubblicato dalla pagina Facebook dei “Ragni di Lecco”, alpinisti con il quale Igor si allenava frequentemente. Lo scenario emerso dopo la morte del giovane climber è stato choccante. Il ragazzo sarebbe stato infatti trovato senza vita nella sua camera e dalle indagini sul computer e lo smartphone sarebbero emerse visite a siti web dove si gioca a “blackout”. I genitori del ragazzo hanno voluto lanciare un monito per tutti i genitori invitandoli a mantenere un dialogo aperto con i propri figli che scavi in profondità: «Fate il più possibile per far capire ai vostri figli che possono sempre parlare con voi – hanno scritto i genitori di Igor -, qualunque stronzata gli venga in mente di fare devono saper trovare in voi una sponda, una guida che li aiuti a capire se e quali rischi non hanno valutato. Noi pensiamo di averlo sempre fatto con Igor, eppure non è bastato. Quindi cercate di fare ancora di più, perché tutti i ragazzi nella loro adolescenza saranno accompagnati dal senso di onnipotenza che se da una parte gli permette di affrontare il mondo, dall’ altra può essere fatale». Per contrastare il Blackout la Procura di Milano ha disposto l’ oscuramento ed il sequestro del sito internet e l’ immediata cancellazione del video che spiegherebbe le dinamiche del gioco. Si ipotizza il reato di “istigazione o aiuto al suicidio”. Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons: «Oramai il mondo del web è fuori controllo e, tra gruppi chiusi su Facebook che incitano all’ odio e alla violenza fisica e video su come mettere a repentaglio la propria vita per “sballarsi”, i giovani sono sempre più a rischio. «Servono subito – prosegue la nota dell’ associazione- misure di contrasto, partendo dall’ aprire procedimenti penali sia nei confronti di chi pubblica immagini e video pericolosi, sia delle piattaforme web che ne consentono la pubblicazione. Gli autori del video sul web devono essere indagati per istigazione al suicidio, al pari della piattaforma web che ha permesso la pubblicazione di immagini così pericolose».
gabriele galbiati

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this