26 Ottobre 2019

Muore sbranato da due cani sotto gli occhi della moglie

tragedia a brugnera: la vittima 75 anni, stava dando da mangiare agli animali la donna è stata azzannata a sua volta, decisivo l’ intervento del figlio col fucile
Ilaria PurassantaPORDENONE. Sbranato da due cani razza amstaff sotto gli occhi della moglie e del figlio. È finita così la vita di Avellino Corazza, 75 anni, falegname in pensione, a Brugnera, paesino di mobilieri alle porte di Pordenone. L’ uomo ha aperto con il telecomando il cancello della villetta dove abitano la cognata e il nipote per dar da mangiare ai tre cani, due amstaff e un chow chow. Erano da poco passate le 13. I primi due cani, che scorrazzavano liberi nell’ ampio giardino recintato, per cause ancora da accertare hanno assalito l’ anziano. Avellino ha cercato di sfuggire alla loro furia e le sue grida strazianti hanno richiamato fuori dalla villetta attigua la moglie Maria Rina, 74 anni. Il pensionato è caduto sul vialetto asfaltato, fra l’ erba e il vigneto, con gli amstaff, uno marrone e l’ altro nero, che si accanivano su di lui. Di fronte a quella scena terrificante Maria Rina è accorsa subito in suo aiuto, ha cercato di strapparlo ai cani, che si sono avventati anche su di lei, ferendola alle gambe e alle braccia. Terrorizzata, l’ anziana è riuscita a divincolarsi dalla morsa ed è rientrata in casa a cercare un telefono per chiamare il 118 e il figlio Giorgio, 45 anni, residente a una manciata di minuti di distanza. Questi è arrivato a bordo di un furgone, con il quale ha cercato di allontanare i due animali dal papà, ancora disteso a terra, sanguinante. Ma loro non volevano smetterla. Il figlio è, così, balzato giù dal mezzo per soccorrere il padre, che tendeva un braccio in una muta richiesta di aiuto, ed è stato a sua volta aggredito. Con i pantaloni a brandelli – i cani non sono riusciti ad affondargli i denti nelle gambe, ma gli hanno afferrato solo i vestiti – Giorgio si è precipitato nella villetta dove si era rifugiata la mamma, ha imbracciato il fucile semiautomatico Franchi calibro 12 di Avellino, è tornato fuori e ha mirato, da cacciatore esperto, dritto all’ amstaff marrone, per salvare suo padre. Lo sparo ha ucciso il cane e allontanato dal papà il secondo amstaff, quello nero. All’ arrivo dei primi soccorritori Avellino era agonizzante: i cani gli hanno procurato ferite profonde al volto, al collo, gambe e braccia, inguine. È spirato poco dopo. Mamma Rina è stata ricoverata in ospedale a Pordenone: venti i giorni di prognosi per le ferite riportate. Il figlio Giorgio, in lacrime, è stato medicato sul posto: sulla gamba destra gli è stata messa una fasciatura, sulle braccia aveva graffi. I carabinieri hanno delimitato l’ area con il nastro segnaletico bianco e rosso: si temeva che l’ amstaff libero potesse aggredire qualcun altro. È stato contattato il proprietario del cane, il nipote Massimo Sandrin, che è riuscito a catturarlo e a consegnarlo ai cinovigili. L’ animale è stato sequestrato e portato al rifugio di Villotta di Chions. E nel dolore del paese, il Codacons ha già chiesto che venga istituito un patentino obbligatorio per chi detiene cani potenzialmente pericolosi. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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