Muore il titolare della lavanderia A decine aspettano ancora i vestiti
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fonte:
- La Nazione
C’ E’ CHI si è rivolto al Codacons e chi invece ha chiamato i carabinieri. Ma niente da fare. Quasi tutti i capi di abbigliamento sono ancora lì, lavati, stirati, incellofanati e appesi all’ interno della lavanderia Renato di via Celso 11, nella zona del Poggetto. E chissà se mai i clienti riusciranno a recuperarli. Il titolare, infatti, è morto un mese e mezzo fa. Da allora, la lavanderia è sempre stata chiusa e sulla vetrina non è comparso nessun numero di telefono al quale potersi rivolgere per ritirare i vestiti lasciati a lavare. «I FIGLI hanno rinunciato all’ eredità – spiegano da un negozio a fianco – e quindi, in teoria, non ci sono nemmeno eredi, che si sappia. Però qualcuno effettivamente ha aperto per mezza giornata prima di Pasqua e ha restituito ai legittimi proprietari un po’ di indumenti». MA SENZA avvisi alla clientela, né recapiti telefonici a cui rivolgersi, c’ è chi si è arrabbiato parecchio e ha lasciato una serie di messaggi, scritti su fogli di fortuna e attaccati alla vetrina della lavanderia, chiedendo la restituzione dei capi lavati. Anche perché, come è uso in questi casi, il servizio si paga immediatamente, in anticipo. PRONTA la replica, piccata, dei familiari del titolare, esposta ormai da qualche settimana sul vetro del negozio, che recita, testualmente: «Causa decesso del defunto, pregasi rivolgersi ad eventuali eredi… pur non essendo noi tali ci eravamo impegnati a rendervi i vostri indumenti, ma vista la vostra maleducazione il negozio per adesso resterà chiuso fino a data a destinarsi». Per i clienti, a questo punto, restano due possibilità: rivolgersi a un avvocato (sempre che il gioco valga la candela) o attendere che i familiari del titolare o chi per loro, smaltita la rabbia di queste settimane, giungano a più miti consigli. mo. pi.
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