8 Agosto 2009

Muore dopo la liposuzione

Si era fatta operare solo 20 giorni fa

Voleva dimagrire e aveva scelto una clinica privata di Palermo per l’intervento. Per due settimane era filato tutto liscio e il decorso era sembrato regolare, ma giovedì notte, improvvisamente, Raffaella Cottone, una trentenne di Realmonte, nell’Agrigentino, ha cominciato a sentire un forte senso di stanchezza e poi si è sentita male. È stata ricoverata d’urgenza al «San Giovanni di Dio», l’ospedale della sua città, in preda a crisi di vomito e diarrea ed è morta quasi subito, senza che i medici potessero fare nulla per salvarla. In base ai primi rilievi il decesso sarebbe stato causato da una crisi cardio-respiratoria, ma i familiari della ragazza vogliono capire cosa sia successo, a partire dall’operazione a cui la figlia si era sottoposta per dimagrire, e hanno sporto denuncia. Dalla denuncia la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta e il gip Gemma Miliani ha disposto l’autopsia. Nemmeno un mese fa un altro episodio simile. Donato Sinisi, imprenditore 36enne affetto da grave obesità patologica, era morto all’ospedale «Santa Maria Nuova» di Reggio Emilia dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico per dimagrire. Allora l’Ausl aveva spiegato che l’operazione non aveva avuto complicanze tecniche e che il paziente si era risvegliato normalmente: subito dopo però si era verificato un arresto cardio-respiratorio, «irreversibile nonostante l’immediato intervento di anestesisti, rianimatori e cardiologi».  «Troppe vittime si registrano in Italia a causa di interventi chirurgici – ha detto ieri Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, sulla morte della giovane siciliana -. La chirurgia per la perdita di peso dovrebbe essere riservata ai soggetti con obesità nei quali altre terapie non hanno avuto successo».  Se la magistratura accerterà eventuali leggerezze o errori nell’esecuzione dell’intervento «il Codacons – prosegue Tanasi – annuncia fin d’ora che si costituirà parte civile nel processo a carico dei presunti responsabili». In Italia sono molti gli interventi di carattere estetico. «In 5 anni le operazioni di liposuzione e di chirurgia bariatrica sono cresciuti del 20-25% – calcola Giulio Basoccu, chirurgo estetico e docente de La Sapienza di Roma – ma bisogna ricordare che, a differenza della liposcultura nata per rimodellare, liposuzione e chirurgia bariatrica sono interventi che devono essere eseguiti da specialisti in strutture attrezzate». Nonostante gli approcci elimina-grasso siano diventati sempre più diffusi, «una liposuzione che deve consentirci di rimuovere una quantità di grasso importante – conclude l’esperto – è un intervento delicato e non bisogna mai sottovalutare i rischi».

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