11 Febbraio 2014

Muore a 18 anni per un mal di denti curato male

Muore a 18 anni per un mal di denti curato male

PALERMO. Tutto cominciò con un forte mal di denti. A18 anni è raro ma quando le cure non sono appropriate o addirittura mancano perché il dentista è un lusso, l’ ascesso può degenerare in infezione. E l’ infezione può portare alla morte. È la tragedia di Gaetana Priolo, nella quale povertà e trascuratezza vanno a braccetto. L’ ha stroncata uno “shock settico polmonare” nel quartiere più disagiato di Palermo: la borgata di Brancaccio che padre Pino Puglisi cercava di sottrarre al dominio della mafia, e dalla mafia è stato per questo ucciso. I capi so no in carcere ma il quartiere non si è più ripreso. Ora è un concentrato di emarginazione, criminalità diffusa, disperazione sociale. È un contesto dove l’ assenza delle istituzioni viene colmata dal Centro Padre Nostro, creato da don Puglisi per aiutare i ragazzi di strada e le famiglie in difficoltà. Gaetana era una figlia delle contraddizioni di Brancaccio. Due anni fa il padre, barista, era andato via con un’ altra donna e si era lasciato alle spalle una famiglia allo sbando: la moglie e quattro figli. Gaetana era la seconda. La sorella maggiore era andata via qualche mese fa per vivere con il compagno, nella ca sa di via Azolino Hazon era rimasta conun fratello di 17 anni e una sorellina di cinque. La madre, una donna forte e piena di dignità, si arrangia facendo le pulizie. Nel centro di don Puglisi ha trovato però un aiuto concreto. Gaetana, che aveva abbandonato la scuola, è stata inserita in una corso di integrazione e portata alla licenza media. E lo stesso percorso sta seguendo ora il fratello Alessandro. Solo gli aiuti alimentari della parrocchia hanno finora assicurato alla famigliola una condizione minima di sopravvivenza. Il resto è un miraggio: anche un mal di denti può essere un problema. Gaetana ha pensato di curarlo presentandosi al pronto soccorso di un piccolo ospedale. Ma per una assistenza più accurata è stata dirottata al reparto di odontoiatria del Policlinico. Dove però non si è mai presentata. Ben altri problemi c’ erano in quella casa dove la sopravvivenza era una scommessa quotidiana. Ma senza cure le complicazioni hanno aperto così la strada a un epilogo fatale. Solo quando la febbre è diventata alta, Gaetana è stata portata dalla madre all’ ospedale Civico praticamente in fin di vita. I medici hanno diagnosticato una “fascite”, una forma acuta di infezione che dalla bocca si estende ai polmoni. È un caso raro, dicono i dentisti, ma può accadere quando i denti non vengono curati e l’ ascesso nonviene aggredito con gli antibiotici. Basterebbe maggiore attenzione ma pare che l’ 11 per cento degli italiani rinuncia alle cure perché non ha le risorse economiche necessarie. Addirittura, rivela il segretario del Codacons, Francesco Tanasi, il 23 percento rinuncia anche alle visite. Al Centro Padre Nostro, dove tornava saltuariamente, ora non si danno pace. «Non ne abbiano saputo nulla», dice la responsabile Mariangela D’ Aleo. «È un dramma dell’ ignoranza», aggiunge il presidente Maurizio Artale.
franco nicastro

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