26 Gennaio 2020

Municipi sotto inchiesta per i fondi destinati alle buche stradali

 

Corso Francia, dove Gaia e Camilla sono state uccise da un suv mentre attraversavano la notte del 21 dicembre: spunta un altro semaforo trappola per i pedoni. E intanto si apre un nuovo capitolo nell’inchiesta sulla manutenzione stradale: i finanziamenti destinati alla sistemazione delle buche, stanziati dal Campidoglio ai Municipi, potrebbero essere finiti in altri capitoli di spesa: è questa l’ipotesi della procura che ha acquisito bilanci e contratti d’appalto dai 15 mini-sindaci.

Il dirottamento dalla manutenzione stradale alla cultura, però, sarebbe ingiustificato. La gestione al vaglio degli inquirenti copre il triennio dal 2017 al 2019. La procura indaga con l’accusa di abuso d’ufficio, ed eventuali iscrizioni saranno decise quando termineranno gli accertamenti contabili. L’abuso d’ufficio è stato configurato perché l’uso dei fondi si attua attraverso contratti d’appalto. Di conseguenza, si favorisce un’azienda, dando la precedenza a un tipo di servizio anziché a un altro. L’inchiesta è stata avviata lo scorso settembre, in seguito a un esposto del Codacons che ha ipotizzato come i soldi del Comune per la manutenzione stradale, dati al dipartimento Simu (Sviluppo infrastrutture e manutenzione) sarebbero stati usati per altri scopi. Il Codacons ha ventilato la possibilità che il denaro delle multe, invece di impiegarlo per lavori di somma urgenza, sia finito a finanziare anche i bonus o a indennità per i vigili. Durante i primi accertamenti, è stato deciso di approfondire l’indagine e allargare le verifiche ai Municipi che hanno competenza sulla piccola viabilità. Un filone ulteriore pertanto, che chiama in causa le decisioni prese da ogni singola giunta municipale.

L’approfondimento è stato deciso per due ragioni. Innanzitutto alcuni tecnici municipali addetti alla manutenzione stradale hanno detto di incontrare ostacoli nell’esecuzione degli incarichi per via della carenza di flussi di denaro dall’amministrazione centrale. Le loro testimonianze sono raccolte nell’esposto del Codacons. A quel punto gli inquirenti hanno fatto un passo ulteriore. Come il Campidoglio, in ipotesi, potrebbe aver deciso di posporre la manutenzione delle strade rispetto ad altri servizi, lo stesso potrebbe essere successo in modo autonomo nelle singole giunte municipali. Che hanno poteri d’indirizzo politico che poi, attraverso gli assessori, si concretizzano nell’azione amministrativa dei singoli dirigenti municipali. La decisione della procura nasce dalla constatazione che i municipi hanno competenze sulle concessioni di suolo pubblico, oppure nella manutenzione delle scuole con piccoli interventi, oppure nel verde di arredo urbano con la manutenzione dei giardini. Interventi che richiedono impegni di spesa e il dubbio del pm Antonia Giammaria è che gli organi politici municipali decidano di mettere in coda la manutenzione delle strade. Direttive che comportano la stipula di contratti d’appalto per lo svolgimento dei singoli servizi. Pertanto in questa fase l’inchiesta sulla mancata riparazione delle buche si divide in due livelli. Uno che riguarda il Campidoglio. L’altro che si dipana tra i 15 Municipi.

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